mercoledì 25 giugno 2014

Urbino

Ce l'hanno riservata per l'ultimo giorno, rovinandoci la visita nella cittadina, quella che più ho apprezzato nell'arco di tutto il viaggio, ma non sapevano che saremmo stati stanchi morti.

Le foto di questa pittoresca cittadina scattate da me sono assai poche. 
Abbiamo assistito ad una visita guidata al Palazzo Ducale di Urbino che, a mio avviso, è stato davvero noiosissimo. E dire che mi piacciono questo genere di visite, generalmente. Come già scritto in precedenza, però, eravamo davvero troppo stanchi, inoltre nei gruppi assegnati ad ogni guida eravamo davvero in troppi: preferisco quando siamo meno persone perchè a mio avviso è possibile avere un livello di attenzione _ e di conseguenza d'interesse_ più alto. 

A causa della disattenzione generale, poi, la visita si è trasformata in una toccata e fuga per ogni stanza. Il fatto, inoltre, di non aver studiato in precedenza le opere conservate nell'edificio, non ha certamente migliorato la situazione.

Dopo la pizza degustata in una piccola pizzeria situata al di sotto della superficie stradale, ci siamo riposati camminando per la cittadina fra le stradine e le salite, visitando di tanto in tanto, qualche negozietto di souvenirs.

ADORO.

Lo giuro, mi sono innamorata di questo luogo. Nonostante la visita guidata deludente, credo sia il posto che più ho amato di questo camposcuola. 



Piero della Francesca che mangia un gelato in gelateria.
Filosofie di vita nella gelateria di Piero della Francesca.





Ehy, quella tipa vestita di nero in basso a sinistra sono io! c;

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lunedì 23 giugno 2014

Larry Feels

OMG, MY LARRY FEELS.


Per la serie d'estate andiamo a ritrovare vecchi tweet, ho il piacere di informarvi, in quanto Larry Shipper ( credo che già si fosse capito da questo post dello scorso anno), che questo tweet è finalmente giunto ai 500000 retweet:






E gli adolescenti italiani ( e non solo) di twitter celebra questo traguardo, facendo raggiungere l'hashtag al primo posto dei trend. 





Io lo so che un giorno potranno amarsi liberamente, lo so. Punto.





quelle che non credono in Larry hanno la convinzione di una possibilità con uno dei due.




non ho mai visto dolcezza nei tweet da Lou ad El.

mentre questo qui con Harry, penso sia il più dolce.



Dopo tre anni, sei ancora nel suo cuore, Harry. Ci sarai sempre.


Oddio! Il tweet ha raggiunto 500K rt. Chissà cosa pensano Harry e Louis quando lo rivedono.
@hejstylinson




ricordate quando Louis segnò un goal e corse ad abbracciare Eleanor? ah no scusate, era Harry
@vogliozain



La modest potrà cancellare tutti i tweet del mondo, ma questo non si scorderà mai.

@flwiall



se fosse tutto finto, non ci sarebbero così tante persone che credono in loro.

@puvnkharry



La cosa più importante in questa foto non è il 'someone', ma lo sguardo di Harry a Louis


@_nevertogether_




Tutto il mondo sostiene loro. Io sono così orgogliosa di tutto questo.

@_nevertogether_



dovrebbero dedicare un monumento al genio che ha fatto questo trend

@proteggiminjall



un giorno cammineranno per mano in pubblico, senza la paura di venire giudicati.




@abbracciami_lou



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domenica 22 giugno 2014

My Mad Fat Diary

Non sono mai stata una tipa da telefilm. Non riesco a guardare serie televisive o film senza deconcentrarmi o annoiarmi dopo un po', infatti devo subito trovare qualcosa da fare contemporaneamente alla visione dello schermo. Anche da piccola con i film Disney: quelle rare volte in cui non mi alzavo per ballare le canzoni che scandivano il cartone animato, mi davo da fare con bambole e costruzioni. Deve essere una specie di disturbo legato all'iperattività, ma dato che non sono mai stata da uno strizzacervelli_ non credo che mai ci andrò_ ( non penso di averne bisogno) (o forse sì?) non lo sapremo mai.

MI sento un po' un pesce fuor d'acqua, essendo nata alla fine del ventesimo secolo e appartenente ad una generazione che va pazza per i telefilm e le serie Tv e tutto ciò che è in grado di ossessionare e influenzare adolescenti che, non felici della propria vita, cercando di immedesimarsi in quella di qualche personaggio di fantasia.



My Mad Fat Diary


Il telefilm di cui voglio parlarvi oggi ( durante la noia estiva qualcosa si dovrà pur fare e io mi sto quasi convertendo ad essere una ragazza normale ossessionata dalle serie televisive), però, si differenzia dagli altri: è una storia vera, basata sul romanzo autobiografico My Fat, Mad Teenage Diary di Rachel Earl.





“When I look around, I see that everyone’s the protagonist of their own story. And the thing about stories is that not all of them have a happy ending. But some do.” 


"Ma quando guardo intorno, capisco che ognuno è protagonista della propria storia. E il problema delle storie è che non tutte hanno un lieto fine. Ma qualcuna sì."
                                                                                                                                              Rae



La serie televisiva, composta di due stagioni rispettivamente di sei e sette puntate, si svolge a partire dall'estate del 1996, quando la protagonista, soprannominata Rae ( Sharon Rooney), ritorna a casa dopo aver passato alcuni mesi in un ospedale psichiatrico per aver tentato il suicidio.
La sedicenne, in crisi con sè stessa e con il mondo a causa della sua obesità e della situazione familiare un po' fuori dalle righe, non ha, però, rivelato a nessuno la sua malattia, continuando ad affermare di aver passato i mesi d'assenza in Francia.

Proprio sulla strada che la riporterà a casa, Rae incontra Chloe ( Jodie Comer), la sua migliore amica dai tempi dell'infanzia, anche lei all'oscuro di tutto e, proprio in questa occasione, viene invitata ad uscire con la comitiva dell'amica ritrovata. Titubante e ancora molto insicura di sè, Rae inizia a frequentare la gang e a stringere con i componenti di essa legami molto profondi, soprattutto con Archie ( Dan Cohen)  e, in seguito, con Finn Nico Mirallegro ).

Tutta la narrazione della vita di Rae, che avviene cronologicamente attraverso il suo diario _come dice il titolo della serie_ si intreccia con quella dei suoi amici ( nella prima stagione vediamo un episodio quasi completamente dedicato a Tix ( Sophie Wright, la migliore amica dell'ospedale e nella seconda un paio sono dedicate alla vita di Chloe fino ai minimi particolari ( dei quali Rae viene a conoscenza leggendo il diario dell'amica).

La storia viene scandita dalle sedute della terapia che Rae sta seguendo con il dottor Kester ( Ian Hart) il quale, puntata dopo puntata, assumerà un ruolo quasi paterno per la protagonista, dandole consigli importanti, nonostante le numerose discussione che affronteranno i due.

Ruolo fondamentale in entrambe le stagioni del telefilm ha la musica, in special modo quella della metà degli anni '90, ovvero del periodo in cui si svolge la vicenda. Proprio come oggi la musica aveva la capacità ( e forse l'ha sempre avuta) di divertire, suscitare interesse, legare le persone _lo vediamo fin dalla prima puntata, quando Rae riceve l'approvazione dai suoi nuovi amici quando sceglie la musica dal jukebox_ e, in un certo senso, di salvare gli adolescenti.
Le canzoni faranno da sottofondo ai momenti che Rae vive e, non solo, saranno parte integrante del telefilm ( la camera di Rae è tappezzata da poster degli Oasis, la stessa band terrà un concerto a cui parteciperà la gang e Rae litigherà pesantemente con la mamma per un CD che desiderava.)

Girando nel web, ho trovato una playlist su youtube delle canzoni del telefilm ( la sigla stessa è un estratto della canzone One to Another dei The Charlatans).



In senso orario: Tix, Archie, Danny ( altro ospite della clinica), Finn,
Chloe, Izzy e Chop ( altri componenti della gang) ed infine Rae.



Ho iniziato a seguire questa serie durante le vacanze pasquali e l'ho conclusa in questi giorni. 
A me è piaciuta davvero tanto. Oltre ad avere una storia divertente e interessante, la serie mostra un'accurata analisi psicologica dei personaggi , in particolare della protagonista, naturalmente. La caratteristica che più mmi ha colpito della serie è che la sua storia sa essere leggera e simpatica, ma anche molto profonda e credo che questo la renda piacevole, ma non banale.

Se volete saperne di più visitate la pagina di Wikipedia e se vi ho incuriosito e avete intenzione di iniziare a seguire la serie, cliccate qui.
Probabilmente non vi importerà nulla, ma io vi lascio anche la mia, cosiddetta, collezione di weheartit dedicata, appunto, a My Mad Fat Diary.

sabato 21 giugno 2014

Maratona mangiar bene.






Probabilmente chi mi segue su instagram, avrà già visto questa foto pubblicata sul mio profilo qualche giorno fa.


La scattai frettolosamente con il cellulare ( è anche per questo _oltre al fatto che sono una pessima fotografa, s'intende_ che la qualità non è delle migliori è pessima) in una gelateria ad Urbino, nell'ultimo giorno di camposcuola a Marzo.

Ci ho riflettuto un po'. Inizialmente, mi sembrava un inno al mangiare tutto ciò che volevo, quando e nella quantità che volevo. Il "mangiare male" mi sembrava sinonimo di "mangiare ciò che non ti piace" e, se da una parte mi faceva da pretesto per ingozzarmi come se non ci fosse un domani, dall'altra mi sembrava un invito così triste e sbagliato che ho aperto gli occhi _o ho tirato le tendine di prosciutto che mi coprivano la vista, come preferite_ ho attivato il cervello in maniera oggettiva e mi sono resa conto che la mia interpretazione era del tutto scorretta.

Mangiare bene, non equivale a mangiare secondo decisione soggettive, a seconda del gusto personale o della quantità che ci sussurra il nostro stomaco. Equivale a mangiare sano. E io voglio provare a mangiare davvero bene.

Dovete sapere che la testa di tortora ( è più carino inventarsi insulti nuovi, piuttosto che mettere gli asterischi, non credete?) che sta scrivendo adesso, nonostante i suoi suoi diciotto anni suonati ( e cantati e pure ballati!) ha sempre mangiato male. Non parlo di dipendenza da Fast Food o merendine o schifezze varie. Parlo di mancanza di vegetali. Ortaggi, frutta, verdura e legumi. 
Ad esclusione di poche eccezioni che piacciono a tutti ( patate, liquirizia, limone, cocco e pochi altri) la mia dieta ( che poi dieta non era, direi piuttosto regime alimentare scorretto) ne era completamente priva.

Da quando, poi, ho scoperto di essere intollerante al lattosio ( di questo ne parlerò un altro giorno, però) la scelta del cibo si è dimezzata e, praticamente, mi sono ridotta a mangiare sempre gli stessi cibi cucinati e preparati in maniera diversa, magari, sì, ma sempre le stesse cose.

Spinta un po' dalla noia di vedere le stesse cose nel piatto, spinta un po' dal bisogno di cambiare regime alimentare ( a diciotto anni me ne rendo conto da sola che sia vergognoso scansare determinati alimenti quasi tutti gli alimenti) e un po' dal ritrovamento di questa foto, questa estate ho deciso che mi impegnerò al massimo per incominciare a seguire un'alimentazione corretta. Non so se riuscirò mai a mangiare alcun frutto ( alcuni mi fanno venire la nausea anche solo per l'odore), ma certamente mi impegnerò ad allargare i miei orizzonti mangerecci.

E, perchè no, potrei condividere con voi questo viaggio verso la nuova dieta nature- friendly, che ne pensate? :)






giovedì 19 giugno 2014

Bologna

Che dire di Bologna?

Ha il fascino della tipica città a misura d'uomo. Non c'è il traffico e la confusione romana, eppure c'è tutto ciò di cui una persona ha bisogno. Le sue stradine sono accoglienti e caratteristiche, come i tipici portici attraversati per arrivare al museo della città. Proprio durante questa visita è stato emozionante vedere un buffo cartone animato che parlava della città dalle origini fino ad oggi, in cui la voce del protagonista appartiene a Lucio Dalla, scomparso da un paio d'anni, ma che ancora oggi rappresenta una presenza costante nella città e nei cuori degli amanti della musica italiana.
















A proposito di Dalla, ho fatto una scoperta che mi ha sconvolto: quella che il cantante, i bolognesi e una buona parte d'Italia definisce Piazza Grande, in realtà si chiama Piazza Maggiore.






lunedì 9 giugno 2014

Neo Diciottenni


"Quello che non capiscono dei compleanni e quello che non ti dicono mai è che quando hai undici anni, ne hai anche dieci, e nove, e otto, e sette, e sei, e cinque, quattro, tre, due, e uno.
E quando ti svegli il giorno del tuo undicesimo compleanno ti aspetti di sentirti un'undicenne, ma non è così. Apri gli occhi e tutto è proprio come ieri, solo che è oggi. E non ti senti affatto un'undicenne.
Ti senti come se hai ancora dieci anni. E li hai ancora — al di sotto dell'anno che ti rende un'undicenne.
Come qualche giorno puoi dire una cosa sciocca, e quella è la parte di te che ti fa ancora avere dieci anni. O magari alcuni giorni potresti sentire il bisogno di sederti in braccio a mamma, perché ha paura, e quella è la parte di te che ha cinque anni. E forse un giorno quando sarai cresciuta, forse avrai bisogno di piangere come se avessi tre anni, e va bene. [...] Perché il modo in cui cresciamo è quasi come gli anelli nel tronco di un albero, o come le mie piccole matrioske di legno l'una dentro l'altra, ogni anno dentro il prossimo."

Sandra Cisneros


È bello immaginare che dentro di noi ci sia una parte che rimanga piccola per sempre.
Specialmente ora che la maggior parte dei miei amici ed io siamo diventati maggiorenni.
Quest'anno, infatti, la maggior parte dei miei compagni di classe ed io lo siamo diventati, essendo quasi tutti nati nel 1996.

Come festeggiare il diciottesimo compleanno in maniera davvero indimenticabile?
Al di là di celebrazioni e festeggiamenti vari ( alcuni davvero in grande affittando sale o ville o altre location spettacolari e altre un po' più ristrette festeggiando con gli amici in casa propria), ciò che rende realmente indimenticabile un compleanno sono le sorprese di chi ti vuol bene.

La prima ondata di compleanni per quanto mi riguarda è finita ( rincomincerà poi a Luglio, ma quella è un'altra storia) e qui di seguito volevo condividere con voi le sorprese per i diciottesimi di quest'anno. Sono avvenimenti piuttosto personali, ma qualcuno su twitter mi ha consigliato di parlare più spesso di me e di ciò che faccio nel blog, dunque, eccoci qui.


Il primo diciottesimo risale ad Aprile, quando con alcune mie amiche sono andata a fare una sorpresa alla festeggiata a mezzanotte. Nonostante lei fosse già a letto, non è stato difficile farla alzare cantando dal cortile 'Little Things' degli One Direction e presentandosi con un lenzuolo scritto ( sì, nella foto che segue c'è anche un uovo perchè era da poco passata la Pasqua).

Little Things, One Direction
Tiziano Ferro, Il Regalo più Grande



Il compleanno che segue è stato il mio, il primo Maggio. Purtroppo, però, io mi aspettavo una sorpresa di mattina. E così è stato: le tre del compleanno precedente si sono presentate verso le nove sotto casa con un altro lenzuolo cantando prima 'Bella Ciao' e poi 'Tanti Auguri'. Come se non bastasse, avevano con loro una torta al cioccolato cucinata con le loro mani assolutamente senza lattosio, dato che ne sono intollerante. Se non è amicizia questa. 


Già, Bebba sarei io.

Jessie J, Conquer the World

Gli ultimi compleanni, susseguitosi a distanza di due giorni l'uno dall'altro, sono stati il preludio a due grandi feste con deejay, bomboniere, video e tutto il resto.

La prima sorpresa risale al cinque Giugno, quando abbiamo fatto irruzione a mezzanotte in sei in camera della festeggiata dormiente ed io, imitando il personaggio di uno sketch demenziale inventato da noi in una serata di fine Dicembre, le ho praticamente urlato nelle orecchie. 
La festeggiata, molto riconoscente evidentemente, ci ha rivolto parole poco carine, ma nonostante questo, si è quasi commossa una volta uscita di casa avendo visto ciò che avevamo in serbo per lei.

Parafrasando Lady Gaga, The Edge of Glory

Il Re Leone II, Un'Unica Realtà


L'ultima sorpresa, del 7 Giugno, è stata una dolce colazione. Anche in questo caso abbiamo fatto irruzione in casa della festeggiata, stavolta verso le nove di mattina, e l'abbiamo trovata sul divano mentre guardava un telefilm. Spaventata da rumori sospetti, ha alzato gli occhi dal televisore e ha trovato cinque ragazze in fila con un lenzuolo che, tutto ad un tratto, le hanno urlato un buon compleanno. 


Katy Perry, Teenage Dream
( La festeggiata ama la versione Glee)


Questa è la prova che basta davvero poco per rendere una giornata indimenticabile: persone che ti vogliono bene tanto da conoscere ciò che più ti piace e, naturalmente, cibo sfizioso! :)


lunedì 2 giugno 2014

Un mare da condividere

Il termine Mare Nostrum venne utilizzato per la prima volta dai Romani dopo che ebbero conquistato la Sicilia, la Sardegna e la Corsica durante le Guerre Puniche per indicare il Mar Mediterraneo.


Oggi abbiamo solo due occasione per entrare a contatto con questo termine: traducendo le versione ( in questo caso sappi, caro lettore, che  ti sono vicina) oppure seguendo un notiziario qualsiasi.
Ultimemente, infatti, si è ricominciato ( o forse non si era mai smesso) di parlare dell'operazione militare e umanitaria Mare Nostrum, nata per fronteggiare lstato di emergenza umanitaria in corso nello Stretto di Sicilia, dovuto all'’eccezionale afflusso di migranti con la duplice missione di 
1. Garantire la salvaguardia della vita in mare,
2. assicurare alla giustizia tutti coloro i quali lucrano sul traffico illegale di migranti.
                                            



Ultimamente, però, sta diventando un'emergenza sociale: sempre più immigrati sbarcano sulle nostre coste in condizioni disastrose e senza sapere dove andare. In soli due giorni sono stati soccorsi 3500 e qualcuno _Matteo Salvini, per la precisione_ all'incredibile affluenza risponde affermando che bisognerebbe abolire quest'operazione demenziale.

Ma cosa spinge queste persone ad abbandonare la propria casa, i propri beni, la propria famiglia e la propria vita verso quell'enorme incognita rappresentata da un futuro sempre più precario?

Non molto tempo fa, durante l'ora di religione a scuola, abbiamo ospitato una donna proveniente dal Congo. Lì, era ritenuta una persona piuttosto dotta, istruita. Lavorava come giornalista e questa sua passione volta alla disperata ricerca della libertà è stata anche la sua condanna. Costretta a partire, si è ritrovata sulle coste italiane dove, dapprima è stata mandata in un CIE ( centro di identificazione ed espulsione) ed ora lavora per il Centro Astalli, servizio dei gesuiti per i rifugiati in Italia, raccontando la sua esperienza nelle scuole.

Dal suo racconto, scandito da intervalli di commozione e nostalgia della donna, è emerso il dolore che ha provato nel lasciare la sua città e il suo Paese. Come lei, la maggior parte di coloro che arrivano sulle nostre coste è partita controvoglia, per sfuggire a situazioni di disagio politico, sociale ed economico. 

Dunque, perchè negare a queste persone il diritto di rifarsi una vita, quando fra quelle persone un domani, potresti esserci tu? Perchè sottolineare e promulgare l'odio per un ipotetico diverso, quando a distinguerci è solo il colore della pelle? 
Perchè non attuare nuove misure che possano assicurare una nuova vita a tutti coloro che arrivano solo con un barlume di speranza e niente più? 


Assalti Frontali, Lampedusa lo sa.


"Migrano balene e gli uccelli migratori,
migrano gli esseri umani e io non calmo i miei bollori.
Saliti a bordo, saliti nell'inferno,
il più assassino è senza dubbio il governo!"