lunedì 30 novembre 2015

Il comodino è più leggero

Correva un mese estivo, neanche mi ricordo se fosse Luglio o Agosto, quando iniziai a leggere Jane Eyre, anche rinominato da me il libro Blank Space, perchè mi è risultato essere a nightmare dressed like a daydream.

Copertina accattivante e formato della dimensione giusta, mi ha preso talmente poco che l'ho terminato ieri, dopo mesi di agonia e ansia da lettura. Tutti consigliano, in genere, di lasciar perdere un libro che ci fa penare, ma la verità è che non riesco a lasciare le cose a metà, anche quando si tratta di un libro dalla pesantezza unica. 
Mai ci fu gioia più grande, per il mio pseudo comodino e per me, di poter riporre nello scaffale questo libro: siamo entrambi più leggeri e più positivi da oggi! 

La verità è che ultimamente è un po' un periodo strano.

La vita fuori e quella dentro di me, mi confondono. Ho lasciato un po' stare il blog in disparte ( sai che novità), perchè alle volte avevo paura di essere scontata più delle calze di H&M della stagione precedente durante il periodo dei saldi. Non è stato un periodo troppo bello: come ogni anno, adoro la stagione autunnale, ma a lei io non riesco proprio a piacere. Eppure, ora, ricomincio. Di nuovo. A costo di scrivere ovvietà o di farvi sentire l'ennesima opinione su un argomento trattato da tutti. Dopotutto, i miei sproloqui sono una delle cose migliori di questo periodo, dopo le candele profumate, i libri, le cioccolate calde, le sciarpone enormi a quadri.... Okay, magari no. 

Questo periodo la vita, le mie passioni e la mia voglia di fare sono andate un po' in stand- by, in uno scuro letargo autunnale, dal quale, però, conto di uscire al più presto.

Perciò, stay tuned!





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lunedì 9 novembre 2015

1984, George Orwell

Che sia un romanzo distopico o una parodia dei regimi dittatoriali, poco importa: questo romanzo, capolavoro del Novecento, ha rivoluzionato il modo di vedere il mondo e, se vogliamo, risulta essere il capostipite di uno stile che, in questi ultimi tempi, è uno fra quelli più in voga nelle letture adolescenziali che comprende, fra le altre, saghe come Hunger Games Divergent.

Il libro, scritto da George Orwell_ pseudonimo che Eric Blair scelse per indicare la sua provenienza inglese_ nel 1948, è ambientato nel 1984, anno che per l'autore apparteneva ad un lontano futuro, nel quale lo scrittore immaginava che il nostro pianeta, a seguito di un'ulteriore guerra, fosse diviso in tre grandi potenze_ Oceania, Eurasia ed Estasia_ in guerra perenne le une con le altre per il dominio del quarto continente: l'Africa. 

La vicenda si svolge a Londra, nell'Oceania fittizia creata da Orwell, una desolata città posta sotto il dominio del Partito, che basa i suoi principi sul socialismo estremo del Socing, il cui leader è il Grande Fratello, un personaggio anonimo che risulta avere, stando alle descrizioni fisiche del libro, dei tratti in comune con i grandi dittatori del Novecento, ovvero Hitler e Stalin. Inoltre, la posizione assunta nei manifesti con cui è tappezzata la città, richiama quella dello zio Sam, personificazione degli Stati Uniti.

Il Grande Fratello, dunque, occupa la punta della piramide sociale di questo totalitarismo per creare il quale Orwell si è ispirato all'Unione sovietica stalinista e alla Germania nazista. Nella società, come possiamo leggere a poco a poco, vi è una divisione netta fra le classi: il Partito Interno controlla il Paese, quello Esterno è controllato dal precedente tramite teleschermi presenti in ogni casa e i Prolets che vivono nella povertà delle estreme periferie senza essere controllati dal Partito.
Il protagonista del libro, che deve il suo nome allo Primo Ministro inglese Churchill e il cognome al fatto che sia uno dei più usuali in inghilterra, è Winston Smith che lavora nel Ministero della Verità ( gli altri sono quello dell'Amore, della Pace e della Pietà) con il ruolo di correggere libri e articoli giornalistici già pubblicati, modificandoli per rendere le previsioni fatte dal Partito riscontrabili e veritiere e, soprattutto, alternado la memoria storica dell'intero Paese, condannando alla latina damnatio memoriae dissidenti prima che le loro idee possano influenzare altre persone.
Nello stesso Ministero, altri impiegati si occupano di creare una lingua nuova detta, appunto, Neolingua, al fine di sostituire quella vecchia, con l'ammissione di parole con un significato preciso, senza contrario e senza la possibilità da parte della popolazione di avere un approccio critico. Ciò, assieme allo slogan del partito, propinato già dal primo capitolo, secondo cui "libertà è schiavitù/ guerra è pace/ ignoranza è forza", pone salde basi al Bipensiero, grazie al quale il Partito è in grado di manipolare la mente delle persone perchè esse accettino contraddizioni, credano che la verità sia affidata al Partito e che esso, inoltre, sia in grado, tramite il Ministero della verità di cambiare la storia.

Sebbene appatenente al Partito Esterno, Winston si trova in disaccordo con le pratiche del Partito così, una volta trovato un unico angolo della casa che potesse sfuggire ai teleschermi, inizia a tenere un diario nel quale condivide i ricordi del suo passato e le vicende del presente.
La sua vita e la sua amarezza vedono un barlume di speranza quando un giorno, durante i Due Minuti dell'Odio, un espediente per alimentare l'odio verso Emmanuel Goldstein, un oppositore del Grande Fratello e, dunque, considerabile un nemico comune, incontra Julia che lo guarda in maniera sinistra, come se lo stesse analizzando. Ciò fa pensare a Winston che possa appartenere alla psicopolizia, la polizia politica, ma, con il passare degli incontri, si rende conto che anche lei è, come lui, fondamentalmente una ribelle. I due si innamorano, nonostante il divieto da parte del Partito di non avere relazioni che non siano destinate alla procreazione. Eppure loro si amano e non volgiono piegarsi ai divieti del Partito perciò iniziano ad avere incontri d'amore segreti: dapprima in mezzo alla natura, nella campagna distaccata dal mondo cittadino, poi in periferia, in una stanza sopra il negozio, scoperto da Winston, del signor Charrington.
Spinti da un collega di Winston, O'Brien, i due decidono, inoltre, di entrare a far parte della Fratellanza, un'organizzazione segreta e illegale e ne ricevono il manifesto di cui l'autore ha deciso di riportare buona parte nel libro affinchè anche il lettore possa venire a conoscenza dei pilastri di questo gruppo di ribelli.

Durante uno dei loro incontri d'amore nel quartiere dei Prolet, però, Julia e Winston vengono catturati dalla psicopolizia e scoprono che O'Brien, in realtà, ne è un ufficiale. Sarà proprio questo personaggio sinistro che li sottoporrà a torture fisiche e psicologiche fino ad arrivare alla Stanza 101, nella quale ogni condannato si trova a vivere a stretto contatto con la propria fobia. Winston, dunque, si ritrova una gabbia sul volto con all'interno due topi, animali che hanno occupato i suoi peggiori incubi e, nelle sue convinzioni di ragazzo, sono stati letali per la madre e la sorellina. Per paura di esser rovinato dai ratti, Winston tradisce Julia e rinnega le sue idee di libertà. A seguito di un lavaggio del cervello, dopo un incontro con Julia l'anno successivo alla loro cattura, Winston si ritrova in un locale, a sorridere per le vittorie del Grande Fratello che, ormai, è convinto di ammirare.

lunedì 2 novembre 2015

Il Ritratto di Dorian Gray

Mi sembra quasi banale mettermi qui a parlare di uno dei più grandi e famosi capolavoro della letteratura inglese, perciò non descriverò la storia, se non in due righe o poco più, ma vi dirò le mie impressioni e le riflessioni che mi sono trovata a fare dopo aver finito di leggere.

Come compito per le vacanze estive di inglese, la professoressa aveva assegnato la lettura in lingua facilitata di questo capolavoro. Purtroppo, però, oltre ad utilizzare un linguaggio semplificato, il libro riportava anche alcuni tagli alla narrazione. 
Ragion per cui ho deciso di riprendere da un alto scaffale nello studio, la versione integrale del libro in un'edizione da collezione edita da Fabbri di mio nonno, che presenta circa cento volume di grandi classici italiani ( dalla Divina Commedia di Dante ai Promessi Sposi di Manzoni) e stranieri ( Il Ritratto di Dorian Gray, appunto, ma anche i racconti di Edgar Allan Poe o Anna Karenina di Tolstoj ).
Questi volumi, di valore inestimabile per me che sono una cultrice della lettura sui libri ( non che non mi capiti di leggere formati in e-book, ma volete mettere l'odore, la carta, una briciola rimasta fra le pagine o il segno di una lacrima a bordo pagina? Mi piacciono i libri su carta vissuti, non quelli che sembrano nuovi, appena comprati o quelli la cui lettura dipende da un tasto o un movimento del dito su uno schermo, ecco), sono ognuno di colore differente, presentano dettagli eleganti in foglia d'oro e sono stati finiti di stampare nell'anno, udite udite, 1968.

"I adore simple pleasures.
 They are the last refuge of the complex".
Ogni volta che ne apro uno vengo pervasa da una strana magia, mi sembra di riassaporare, oltre alla storia narrata nel libro, quella dei componenti della famiglia che non ho mai conosciuto che, chissà, forse provavano le mie stesse sensazioni di fronte al libro o con il viso sprofondato tra le pagine.

Titolo: Il Ritratto di Dorian Gray
Titolo originale: The Picture of Dorian Gray
Autore: Oscar Wilde
Editore: F.lli Fabbri
Prezzo: /// ( essendo un'edizione da collezione non c'è neppure scritto in lire ahah)
Pagine: 269


Questo libro affronta vari temi, sfiorandoli. 
Alcuni sembrano lontanissimi, adocchiati per caso e lasciati andare da una vista miope che li percepisce, ma non li coglie. Uno fra questi è quello dell'omosessualità che aleggia nell'aria fra le varie amicizie che legano i personaggi principali del racconto e che, alle volte, si potrebbe presumere che si spingano oltre. 
Nel libro, inoltre, troviamo una figura in cui alcuni hanno trovato una specie di personificazione del diavolo: sto parlando del cinico Lord Henry, autore di aforismi taglienti, nonchè personaggio che dà inizio all'intera vicenda. Vicenda che ruota intorno alla bellezza fisica, che sembra essere più importante di quella reale. 

“Il ritratto di Dorian Gray” fu l’unico romanzo scritto da Oscar Wilde, il più famoso “dandy” inglese. Dal portamento eccentrico, quella del dandy fu una figura molto significativa della seconda metà del 1800 e in essa venivano identificati coloro che presero parte alla corrente letteraria e artistica dell’estetismo, che ha come scopo ultimo il piacere e che pone le sue basi sugli ideali di arte e bellezza. Essi rappresentano, inoltre, i temi più importanti del romanzo, nonché dell’intera produzione letteraria di Oscar Wilde.

La vicenda narrata, che si svolge a Londra, ruota, infatti, attorno ad un’opera d’arte: il ritratto in cui il pittore Basil ha raffigurato l’amico Dorian, giovane aristocratico dal portamento elegante e di bella presenza. Durante uno degli incontri con l’artista, l’affascinante modello fa la conoscenza di Lord Henry, uomo d’età più matura, sicuro di sé ma dall’aspetto talvolta sinistro ( alcuni critici lo hanno, addirittura, accostato alla figura del demonio) che, con la sua meschinità, riesce a piegare la mente del giovane e ingenuo Dorian convincendolo del fatto che sarebbe molto meglio se la giovinezza fosse destinata a non sfiorire mai. A cosa serve, infatti, essere belli e possenti se siamo destinati ad esserlo per poco tempo?
Durante uno dei loro primi incontri, quasi all’inizio del libro, il lettore viene catapultato, grazie ad argute e minuziose descrizioni, in un favoloso e paradisiaco universo in cui ognuno dei sensi dei personaggi viene appagato e viziato da un innumerevole insieme di  dettagli come il canto soave degli uccellini che soddisfa l’udito o il profumo dei fiori dai mille colori, che si preoccupano di realizzare il piacere dell’olfatto e della vista. 
Alla vista del dipinto, dopo la considerazione spregiudicata di Lord Henry, Dorian inizia ad essere invidioso della sua immagine nel dipinto: il ragazzo reale è dotato, infatti, di straordinaria bellezza che, però, svanirà col tempo, mentre la sua immagine resterà bella, nel fiore degli anni, eternamente. Così un giorno Dorian decide di provare a esprimere un desiderio che, purtroppo per lui, si avvererà sancendo la sua rovina: mentre passerà la vita nella beatitudine dell’eterna giovinezza, il quadro invecchierà e sfiorirà al posto suo, diventando, nel contempo, come scoprirà solo in seguito, la rappresentazione della sua anima. 

Consapevole di aver acquisito questo prezioso dono e, al contempo, spaventato dall’imprevedibilità della situazione, vaga per la città in preda al senso di colpa, fin quando, durante una serata a teatro, non si imbatte in un’attrice giovanissima, bella ma anche piuttosto povera di spirito: sa come mostrare il carattere di ogni personaggio che interpreta, ma è incapace di crearne uno proprio. Dalla vita precaria e da un triste passato, vive con il fratello e la madre, avendo perso il padre in tenera età, cede ben presto al fascino di Dorian a causa del quale decide di lasciare la carriera non ancora abbastanza avviata. Quando la giovane comunica la decisione presa a Dorian, egli rifiuta il suo amore e la respinge portandola al suicidio. La mattina dopo il triste evento, il giovane nota un cambiamento da parte del quadro, che ha assunto uno sguardo sinistro, un aspetto più meschino.  In seguito a ciò, non solo rifiuta nettamente le richieste di Basil il quale, considerandolo una delle sue opere migliori, vorrebbe esporlo, ma decide che nessuno dovrà venire a conoscenza del suo terribile segreto e, perciò, nasconde il quadro in una stanza vecchia e praticamente abbandonata della sua casa. Il giovane continua a vivere avendo come unico scopo il piacere, senza più sensi di colpa o rimorsi: a fare i conti con quelli, infatti, è l’immagine del quadro che giorno dopo giorno, invecchia e viene rovinato ogni qualvolta il Dorian in carne ed ossa commette errori o azioni malvagie. Un giorno, per caso, il quadro con il volto deforme e meschino, raffigurazione dell’anima di Dorian, viene trovato e visto da Basil il quale, non capacitandosi del terribile declino che ha subito la tela e il soggetto che ne occupa lo spazio, viene ucciso a coltellate da Dorian che, venuta meno la segretezza della sue azioni, si sente terribilmente vulnerabile. Il cadavere di Basil, però, resta una prova schiacciante del delitto commesso, così, per liberarsene, il giorno dopo si consulta con un amico medico Alan Campbell,  che, sebbene piuttosto controvoglia, gli suggerisce di farlo sciogliere nell’acido citrico. A seguito dei sensi di colpa, anche il medico compirà l’atto fatale di suicidarsi, aggiungendosi alla lista di mali commessi, più o meno direttamente, da Dorian il quale cerca di lasciare andare i pensieri del terribile reato commesso fumando dell’oppio in un locale in cui incontra il fratello dell’attrice respinta che, ritenendolo la causa del suicidio della sorella avvenuto ormai diciotto anni prima, vuole ucciderlo. Con il suo carisma e il suo giovane aspetto riesce a far vacillare l’idea dell’uomo sul fatto che fosse lui la persona che cercava. Sconvolto e turbato dall’inaspettato incontro, Dorian inizia a vivere nella paura di essere ritrovato e ucciso dalla furia del vendicativo fratello, ritrovando la tranquillità solo nel momento in cui verrà a conoscenza della sua morte.  Sollevato dalla notizia, inizia, però, a riflettere sui crimini di cui si è macchiato, sull’omicidio di Basil e sul suicidio di Alan Campbell e, a seguito di ciò, decide di recarsi nello studio in cui, anni prima, aveva riposto il quadro. Voglioso terminare la lunga farsa che lo aveva accompagnato per la maggior parte della sua vita, impugnando lo stesso coltello con cui aveva ucciso l’amico pittore, decide di distruggere il ritratto che, ormai, si accorge essere la causa principale delle sue disgrazie. Nel momento in cui, però, compie il gesto di squarciare la tela, è lui stesso a cadere a terra privo di vita: il quadro è tornato alle fattezze originali con la rappresentazione di un giovane bello e puro, mentre la figura riversa sul pavimento è divenuta un uomo rugoso e vecchio, con un coltello conficcato nel cuore. Soltanto  dopo aver esaminato gli anelli riconobbero che  era  Dorian Gray che, nonostante l’impegno e i desideri esauditi, non è riuscito a scampare alle fauci della vecchiaia.

venerdì 30 ottobre 2015

Salone dell'Editoria Sociale

Se pensate troppo al passato rischiate di non anticipare il futuro, diceva oggi Paolo Fox parlando del mio oroscopo. Eppure, nonostante io sia estremamente vogliosa di anticipare il futuro, sento necessariamente il bisogno di parlarvi di un giorno passato.

Domenica scorsa, infatti, si è concluso il Salone dell'Editoria Sociale, la cui settima edizione si è tenuta dal 22 al 25 Ottobre in zona Testaccio a Porta Futuro. Tema di quest'anno la Gioventù Bruciata, per declinare il disagio, ma anche i germi di riscatto di una generazione che cerca faticosamente una propria strada.


Oltre a numerose iniziative tenute nelle due sale del luogo ( alle quali, però, tra impegni universitari, personali e studio non ho potuto prender parte), vi erano davvero molti banchetti allestiti dalle case editrici per vendere libri dai temi sociali, politici e religiosi che faticano a decollare all'interno di un'industria, se così si può definire,  d'editoria basata sul consumo del grande pubblico.

Religione a parte, tutti i banchini dei libri sono stati interessanti   ipnotici dal mio punto di vista e, nonostante abbia provato a trattenermi dal comprare, son tornata a casa con un bottino piuttosto folto ( complice, anche, il fatto che, essendo l'ultimo giorno molti dei libri erano scontati).

Il primo libro, preso da una scatola di libri a tre euro, è Pianeta Indignato,di Josep Maria Antentas e Esther Vivas, edito da Alegre, che mi ha colpito per la copertina dal fascino insostituibile della maschera di V per vendetta dipinta, però, al posto del bianco, con l'immagine del mondo visto dall'alto. 

Della stessa casa editrice, mi sono innamorata di Kobane, diario di una resistenza, con racconti di Rojava Calling, staffetta italiana destinata a portare solidarietà, e con la prefazione a fumetti di Zerocalcare, già impegnato nel racconto della vicenda in qualche numero fa di Internazionale.

Per concludere, della casa editrice Nova Delphi, di Massimo Ortalli, ho acquistato Gaetano Bresci tessitore, anarchico e uccisore di re, con presentazione di Ascanio Celestini e una bella copertina rosso fuoco.

Sono davvero piena di robe da studiare e, tecnicamente, dovrei ancora finito un altro paio di libri, ma quando riuscirò a leggerli, naturalmente, scriverò un paio d'appunti in proposito qui ( come al solito, perchè ci metto tanto a produrre, ma prima o poi arrivano! )





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martedì 27 ottobre 2015

Pomeriggi Lerci

Nulla. Ecco ciò che son riuscita a pubblicare qui questa settimana: niente di niente.

A mia discolpa, però, posso dire di aver passata una settimana più che piena tra università, incontri e concerti ( di cui vi parlerò nei giorni a venire), che mi han lasciata fuori uso per tutto il weekend.

Il primo degli impegni che mi han lasciato all'università per un sacco di tempo in più del necessario, che risale a quasi una settimana fa, è stato un incontro con gli autori di Lercio: Eddie Settembrini e Alfonso Biondi.

L'incontro, denominato Giornalismo e Satira, si è tenuto nella facoltà di Scienze Politiche di Roma Tre nel tardo pomeriggio e per arrivare sul posto, armata di cartina, ho avuto modo di fare la mia gran bella figura di piccola Dora l'Esploratrice chiedendo ad una coppia di ragazzi dove fosse l'edificio e scoprendo che stavo praticamente ai suoi piedi. 

Passando alla conferenza, che di certo risulta essere più interessante delle disavventure da pionera delle varie sedi, non dirò che è stata eccessivamente dicvertente, ma dirò di più: è stata davvero interessante.

L'incontro si è aperto con delle slide che mostravano l'evoluzione della satira giornalistica, partendo dal 1722 anno in cui si scoprì che dietro l'identità di una signora dell'epoca solita ad inviare lettere ad un giornale, si celava la penna di Benjamin Franklin, fratello del redattore di tale rivista che rimase stravolto nell'apprendere la notizia bizzarra. Si è continuato, poi, mostrando la bufala di Mark Twain il quale aveva, sì, elaborato un articolo nel quale descriveva il ritrovamento di uomini pietrificati, ma che aveva anche lasciato degli indizi, soprattutto nelle immagini  che accompagnavano suddetto articolo, che lasciassero pensare alla falsità della notizia. 

Con un salto nei tempi moderni, invece, siam arrivati a gettare un occhio sulle più famose testate satiriche del mondo e d'Italia in cui, però, risulta avere storia più lunga e continuativa, solo il Vernacoliere, in vernacolo livornese, nonostante gli anni storici de Il Male e il più recente Lercio, appunto.
Detto ciò, dopo aver passato in rassegna i vari flop di grandi testate italiane, e non solo, di fronte all'espansione di bufale ( come Repubblica che prese per buona una notizia creata dalla redazione di Lercio) siamo stati sfidati a indovinare quale delle notizie, fra quelle proposte, fossero bufale e quali no. Incredibile, ma reale, il fatto che la linea fra le due tipologie di notizie vada sempre più ad assottigliarsi fino a, talvolta, aver difficoltà a distinguere le une dalle altre.





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lunedì 19 ottobre 2015

Il profumo, Patrick Suskind - Libro e Film

Se generalmente dopo aver letto un libro e averne vista la riproduzione cinematografica, vi capita di pensare a questo





con il caso de " Il profumo" dovrete ricredervi.


Apparso per la prima volta a puntate sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung e sul Corriere della Sera a puntate, questo è il primo romanzo di Patrick Suskind.

Diviso in tre parti, narra la storia di Jean Baptiste Grenouille, bambino atipico in quanto privo di odore e per questo considerato figlio del demonio da ogni balia che si occupata di lui da quando la mamma fu condannata a morte e, addirittura, giudicato così pesantemente persino dal prete presso cui ha passato i suoi primi tempi di vita.
Da lì, ben presto, infatti, fu mandato a vivere in un orfanotrofio essendo, fin da subito, emarginato dai bambini, perchè visto come un ragazzo particolare e, si sa, ciò che è diverso spaventa sempre un po'.

Ancora tredicenne viene venduto dalla proprietaria dell'orfanotrofio a un conciatore presso il quale inizia a lavorare come bracciante.

Fino ad ora, però ho tralasciato la caratteristica più importante del nostro Grenouille: dalla più tenera età, infatti, così come egli era sempre stato privo di odore, era anche stato in grado di percepire qualsiasi odore all'interno di un'ampia area. Aveva carpito dal suo primo giorno di vita una quantità enorme di odori, profumi e fetori, riuscendo a trovare del tanfo in ogni essere umano ad esclusione di una ragazza dai capelli rossi che vende le prugne. Grenouille entra in contatto con lei durante una consegna nel centro cittadino, distinguendola dalla folla per la sua fragranza gradevole. Nell'atto di annusare quell'intenso profumo, però, resta talmente rapito e ipnotizzato da arrivare ad ucciderla.

Rimase, dunque, terribilmente affascinato e felice nel venire a conoscienza che, per consegne dovute al lavoro, si sarebbe dovuto recare nel laboratorio di Baldini, uno dei profumieri più stimato in città. Così, una volta giunto al cospetto dell'uomo, decide che si sarebbe fatto insegnare ogni trucco, ogni azione compiuta per fare un profumo e, soprattutto, come catturare gli odori.  Quando, però, il profumiere va in rovina, il ragazzo parte a cercare un nuovo posto in cui poter lavorare con le fragranze, ma, strada facendo, decide di ritirarsi a vivere da solo in una caverna, lontano dagli odori umani e, solo in questa circostanza, si rende conto della sua mancanza di odore riuscendo a capire quale sia il suo scopo nella vita: catturare gli odori e riuscire a creare un profumo di una gradevolezza intensa che lo renda un uomo. Privo di odore, infatti, solo riuscendo a catturare quelli umani e a mescolarli in un profumo, riuscirebbe ad ottenere il suo così rientra nella società e trova lavoro da una ricca signora.

Decide, però, di non creare semplicemente un odore che possa essere umano, ma di crearne uno che possa ammaliare l'intera razza umana e per farlo avrà bisogno del profumo di giovani ragazze vergini, come quella da lui stesso uccisa.

Il film inizia proprio dal momento in cui viene processato per i crimini commessi al fine di creare il profumo e da quel momento in un lungo flashback ripercorre la vita del protagonista fino ad arrivare alla fine, che è la medesima del libro.

Finalmente un film in grado di riuscire a mantenere una profonda fedeltà con il libro! Non vedevo una cosa del genere da "La casa degli spiriti": ne sono contentissima! 
Il film, poi, è realizzato davvero bene, con scenografie che rispecchiano l'idea che mi ero fatta in base alle descrizioni del libro e anche gli attori sembrano tagliati apposta per i loro ruoli. Velocemente trattata all'interno del film è la seconda parte del libro, la più noiosa a mio avviso, ovvero quella in cui il protagonista si trova a vivere nella caverna, in preda ai suoi squilibri e alle sue riflessioni.

Voi avete letto il libro o visto il film? Nel complesso mi son piaciuti entrambi, ma credo che per stavolta devo ammettere di esser stata maggiormente attratta dal film ( topi e scene particolari escluse!)





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venerdì 16 ottobre 2015

4 cose da fare in alta Maremma Toscana!

Ebbene sì, per la gioia di tutti ( ma di chi?!?!) anche quest'anno ho rotto le scatole durante la mia vacanza per girare video! Poichè l'ho caricato proprio oggi sul canale ( che si chiama, in maniera molto originale, Bea with Coffee, ahah), ho deciso di inaugurare, nello stesso giorno, una nuova rubrica i cui post saranno pubblicati, presumibilmente, ogni venerdì : I FANTASTICI QUATTRO! 


Fantastici Quattro che, sì, sono i quattro mostraccioni della Marvel, ma che da oggi saranno quattro cose/ azioni/ acquisti e chi più ne ha più ne metta riguardo ad un tema in particolare ( che sarà, naturalmente, specificato nel titolo).

Ad ogni modo, avendo appena caricato il video sulla Maremma, ho deciso che i Fantastici Quattro di oggi tratteranno, appunto, di quella zona che visito ogni anno d'estate, che mi appartiene e a cui ormai appartengo un po' anche io. 



4 cose da fare nell'alta Maremma Toscana!



1. Fare il bagno a Cala Violina

Se capitate da queste parti il bagno a Cala Violina è d'obbligo! Rispetto alle altre cale _insenature costiere_ offre una spiaggia di dimensioni non indifferenti e, per fare il bagno, non è necessario adoperare delle scarpette apposite! 

Se, però, si vuol godere dei vantaggi offerti da questa spiaggetta, occorre giungervi la mattina presto presto, poichè già dalle 9 è presa d'assalto da una folla assurda di bagnanti! 

Personalmente ci arrivo facendo un percorso a piedi non indifferente, partendo verso le 6 per stare lì un'oretta dopo, fare un bel bagno tranquillo e accomodarmi, se così si può dire, negli scoglietti che preferisco per tutto il tempo che voglio!

2. Visitare l'Isola d'Elba


Nonostante frequenti questi luoghi praticamente da sempre, solo quest'anno ho avuto occasione di visitare, per una giornata, l'isola d'Elba, arrivando con il gommone a Porto Azzurro in tarda mattinata e rientrando nel tardo pomeriggio. 


A parte il mare meraviglioso, come quello di tutta la zona dell'alta Maremma, Porto Azzurro si presenta come un luogo fresco e pittoresco di cui vi parlerò più avanti.





 
 

 Penultimo consiglio che vi do se vi trovate in zona, è visitare  un borgo medievale. In questa zona avete davvero  l'imbarazzo della scelta poichè questi luoghi son tutti dotati di  un lungo passato sebbene abbiano trovatola loro fama e la  loro epoca d'oro, appunto, nel Medioevo. 

 Che siano a picco sul mare, come la parte alta di Castiglion  della Pescaia, o situati più nell'entroterra, come Campiglia  Marittima, con i loro edifici che richiamano l'antico, la  campgna,  le mura di pietre, antichi orologi, traspirano fascino  e bellezza.  Da alcuni scorci, talvolta, è possibile individuare  una striscia di mare in lontananza oppure, se, per così, siamo  particolarmente sfortunati, ci dobbiamo accontentare di vastità  di campi colorati per lo più da ulivi, vigne e, nelle aree più  piane, di girasoli.

 Inoltre, se non ci si vuol accontentare di una semplice visita, occorre aspettare il momento giusto per andare in esplorazione di queste piccole chicche toscane quando ci son sagre o parate, se si vuol anche vedere sfilate e scenografie tipiche medievali, accompagnate da giochi tipici e allegri mercatini.



Ultimo consiglio per oggi, da prendere in considerazione nel caso in cui non si sia vegetariani o vegani o robe simili, è mangiare le pappardelle al ragù di cinghiale. Mi rendo conto che il disegnino di questa foto, copertina di un quadernino souvenir di Bolgheri, paese che ha dato i natali a Giosuè Carducci, renda iul cinghilotto disegnato così carino ma, fidatevi, una volta cotto, potrebbe esser ancora più buono!



Detto ciò vi lascio, curiosa di sapere se siate mai stati nella Maremma e, soprattutto, quali siano i vostri Fantastici Quattro per questi luoghi! 




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giovedì 15 ottobre 2015

Non ti muovere, Margaret Mazzantini

Hola People!

Titolo: Non ti muovere
Autore: Margaret Mazzantini
Casa Editrice: Mondadori
Pagine: 295
Prezzo: Comprato ad un Mercatino dell'Usato, non ricordo 


Siamo davvero sicuri di conoscere i nostri genitori? Naturalmente sappiamo molto della loro vita poichè, nella maggior parte dei casi, ci troviamo a passare con loro ogni giorno della nostra vita da quando siamo nati, ma di ciò che è stato prima, cosa conosciamo? Cosa sappiamo della vita prima di noi? Del backstage passato in attesa che salissimo sul nostro palcoscenico vitale?

Vi pongo questi interrogativi perchè oggi ho intenzione di condividere con voi una delle mie ultime letture, ovvero Non ti muovere di Margaret Mazzantini,tra le cui pagine vi è il racconto di un padre che ripercorre l'amore più grande della sua vita prima dell'arrivo di sua figlia .

Questo è stato l'unico libro fino ad ora letto dell'autrice che, ad essere sincera, non mi ha mai ispirato troppa simpatia. Nonostante ciò ( e nonostante un finale un po' scontato) è riuscita a catturarmi e a lasciarmi incollata alle pagine per una notte intera, fino all'ultima riga anche se, sarò sincera, credo sia un po' sopravvalutato ( come, forse, avrete avuto modo di leggere anche su Instagram).

La vicenda si apre con il grave incidente della figlia del protagonista, Timoteo, il quale lavora come chirurgo nell'ospedale in cui è stata trasportata d'urgenza. Oltre a ciò, un altro strano gioco del destino deriva dal fatto che la mamma della giovane proprio quel giorno è dovuta partiire per un viaggio di lavoro, dal quale rientrerà con un volo imprevisto non appena venuta a scoprire dell'incidente. In questo lasso di tempo il padre, mentre un collega sta per operare sua figlia, inizia un dialogo immaginario con lei in cui le racconta i primi tempi di matrimonio e, soprattutto, l'entrata nella sua vita di un'altra donna, Italia, l'evolversi della loro relazione extraconiugale quasi morbosa e la fine che rappresenta, a esser ben sinceri, la fine di tutto, la perdita di coscienza e l'annegamento nel senso di colpa. 
Nel flashback che occupa il nucleo principale della storia, grande importanza assumono le descrizioni, in particolare quella di Italia, che riesce ad ammaliare e a far innamorare di sè Timoteo nonostante l'aspetto gracile e insignificante, la vita in bianco e nero e la casa spoglia e priva di vivacità.
Proprio il senso di colpa, così come la perdita di coscienza e di vita, vita che scivola via come sabbia dai pugni chiusi, si trovano in netta opposizione con la gioia, descritta quasi come scontata, dal ruolo appena giunto di diventare padre. Se solo fosse sembrata un'emozione meno scontata quella di quindici anni prima, forse adesso, di fronte a sua figlia che lotta per la vita e la morte, si sentirebbe meno in colpa...






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