mercoledì 30 settembre 2015

Urbino

Per la serie #ricordidiviaggidiscuola , oggi vi riscrivo di Urbino, graziosa cittadina nelle Marche.

Ce l'hanno riservata per l'ultimo giorno, rovinandoci la visita nella cittadina, quella che più ho apprezzato nell'arco di tutto il viaggio, ma non sapevano che saremmo stati stanchi morti.

Le foto di questa pittoresca cittadina scattate da me sono assai poche. 
Abbiamo assistito ad una visita guidata al Palazzo Ducale di Urbino che, a mio avviso, è stato davvero noiosissimo. E dire che mi piacciono questo genere di visite, generalmente. Come già scritto in precedenza, però, eravamo davvero troppo stanchi, inoltre nei gruppi assegnati ad ogni guida eravamo davvero in troppi: preferisco quando siamo meno persone perchè a mio avviso è possibile avere un livello di attenzione _ e di conseguenza d'interesse_ più alto. 

A causa della disattenzione generale, poi, la visita si è trasformata in una toccata e fuga per ogni stanza. Il fatto, inoltre, di non aver studiato in precedenza le opere conservate nell'edificio, non ha certamente migliorato la situazione.

Dopo la pizza degustata in una piccola pizzeria situata al di sotto della superficie stradale, ci siamo riposati camminando per la cittadina fra le stradine e le salite, visitando di tanto in tanto, qualche negozietto di souvenirs.

ADORO.

Lo giuro, mi sono innamorata di questo luogo. Nonostante la visita guidata deludente, credo sia il posto che più ho amato di questo camposcuola. 



Piero della Francesca che mangia gelati
Filosofie di vita nella gelateria di Piero della Francesca.


Foto da Instagram! 




Ehy, quella vestita di nero in basso a sinistra sono io! 












Canale youtube: Bea Withcoffee 


Blog principale: Bea with coffee


E ricordatevi di seguirmi ...ovunque!


     




martedì 29 settembre 2015

#autumnbooktag

"È tempo di castagne, patate americane e zucche tonde tonde... per la festa di Halloween!" 

Sono passati anni da quando la cantavo a scuola, con la maestra Giovanna e i miei allegri
compagnidelle elementari. Probabilmente ero in seconda. Eppure, appena ogni anno giunge
alla mia stagione, mi torna in mente come una cantilena, per far da colonna sonora ad ogni autunno
che passa, come la canzoncina della pubblicità delle caramelle per la ragazzina di Inside Out!

Così oggi, come ieri, ho risposto ( con un altro clamoroso ritardo) ad un bel tag di Instagram, una 
una fusione che comprende due delle mie cose preferite: l'autunno e i libri.
L' #autumnbooktag consiste nell'immortalare libri che ci evocano, in un modo o nell'altro, la 
stagione che stiamo vivendo adesso. 
Dopo un'ardua ricerca, ho deciso di racchiudere in una foto
i libri la cui copertina, per soggetti o colori, richiama l'autunno scegliendo, fra essi, quelli che vorrei
riuscire a leggere, università permettendo, in questo periodo.

Proprio come ho fatto ieri, ho intenzione di scrivere due righe su ogni volume della foto a partire da
Gente di Dublino di James Joyce. Avendo studiato a scuola l'autore ( e con esso anche il libro, che è 
uno dei suoi capolavori con l'Ulisse), so già di cosa si tratta e, anzi, ho letto già un paio di storie dal
volume. Detto ciò, sono curiosa di completare la lettura per scoprire in che modo Joyce tratti gli altri
periodi della vita umana ( appena avrò finito di leggerlo cercherò di spiegarmi e spiegarvi meglio di ciò
scrivendo adesso).

Un'altra chicca del liceo è, senza dubbio, Senilità di Italo Svevo. Tutti i romanzi dell'autore, al triennio, 
mi son parsi un incubo poichè ho iniziato la mia lettura da Una vita, trovandolo terribilmente lento
e ampolloso, ripetitivo, triste. Nonostante ciò, perdendomi fra le sue righe, ho scoperto ciò che senza
dubbio non vorrò essere da grande, da adulta, nella vita. La figura dei due personaggi in copertina 
mi fa pensare all'autunno per i colori, che sono gli stessi delle foglie che si accingono a cadere e per 
il divano ( è un divano?!) su cui i due sono posati, che è uno dei luoghi simbolici dell'autunno.

Così come la copertina del libro di Svevo è un quadro di Félix Vallotton, Le Mensonge, del 1898, allo 
stesso modo anche la copertina del libro di Tracy Chevalier è, naturalmente, un'opera d'arte.
La scrittrice è, infatti, famosa per la scrittura di storie partendo da un quadro ( uno dei suoi libri più 
conosciuti è, ad esempio, La ragazza con l'orecchino di perla). Per quest'autunno ho scelto La dama e
l'unicorno, tratti dal particolare di un arazzo conservato a Parigi, i cui colori di sfondo evocano 
nuovamente la natura in procinto di addormentarsi nei lunghi mesi di letargo.

Gli ultimi due volumi sono Il grande Gatsby di F. Scott Fitzgerald, inserito più per sfizio che per un richiamo 
alla stagione ( finchè non avrò letto il libro mi son promessa che non guarderò il film!!) e I quarantanove 
racconti di Ernest Hemingway, anche questo con una bella copertina sui toni del marroncino.

Mi son resa conto che solo per illustrare le motivazioni di cinque volumetti fotografati per un tag mi son
dilungata in una maniera esponenziale, perciò giuro che la finisco qui e, sperando di non avervi annoiato,
vi lascio invitandovi a partecipare a questo bel tag.





Canale youtube: Bea Withcoffee 


Blog principale: Bea with coffee


E ricordatevi di seguirmi ...ovunque!


     



lunedì 28 settembre 2015

#colouredbooktag

Quello di stasera non è un post di necessaria importanza, anzi. 

Dopo aver fatto la foto per questo allegro tag, però, mi sembrava carino spendere due parole riguardo ai volumi immortalati, in quanto, con queste sfumature di rosa, oltre ad essere una bellezza alla vista, infondono, almeno a me, pensieri positivi. Fan bene allo spirito. 

Insomma, sarà per la tazzona fumante di camomilla o per la Yankee Candle accesa vicino a me, tra profumo e luce tremolante, che crea atmosfera, stasera mi sento molto zen.


#colouredbooktag


Dunque, udite udite, non li ho letti tutti. Ammetto che ciò non è una novità calcolando che in libreria ho qualcosa come tre centinaia di libri in attesa di esser letti, ma mi sembrava giusto essere onesta con voi che, oltre ad aver visto la foto, avete anche avuto il coraggio e la fiducia per arrivare fin qui.

Quello della Kinsella, Sai tenere un segreto? naturalmente è stato letto nel periodo in cui più andava di moda, quando facevo le medie. Libri strarosa che mi proiettavano in un lontano futuro da donna realizzata con una casa in cui vivere indipendentemente, una relazione stabile, titoli di studio raggiunti e lavoro soddisfacente ( naturalmente quel futuro è talmente lontano che non lo sto ancora vivendo) ( anche perchè non ho nessuna delle cose citate nell'elenco, diploma a parte).

La favola di Amore e Psiche, di Apuleio, ha, invece, costituito l'argomento della mia tesina di maturità di latino. Non solo, credo rappresenti una delle parti più suggestive dell'intero romanzo ( termine non adatto nell'ambito latino) Le metamorfosi.

L'ultimo libro letto di questa pila altissima ( l'imbarazzo mi fa quasi sprofondare!!) è Figlie e Ribelli di Jessica Mitford, letto all'ultimo anno delle medie e acquistato dopo aver raggiunto il secondo posto di una gara con un tema ispirato a questo libro.

Tutto il resto della pila, invece, non è ancora stato letto. Spero, però, di riuscire a rimediare presto.  Gli altri libri sono:

Paula di Isabel Allende
Certe Ragazze di Jennifer Weiner;
I Watson e Lady Susan di Jane Austen;
Una stanza tutta per sè e Gita al faro di Virginia Woolf.

Se avete letto qualcuno dei volumi fatemi sapere che ne pensate oppure partecipate anche voi al tag! :)







Canale youtube: Bea Withcoffee 


Blog principale: Bea with coffee


E ricordatevi di seguirmi ...ovunque!


     



domenica 27 settembre 2015

Chi non muore si rivede!

" Domenica è... planning e serie tv!"
....Ma forse anche chi muore.



Questo è un breve post per parlare del primo episodio della prima stagione di How to get away with murder ( Le regole del delitto perfetto) e, giuro, ne  parlerei   scriverei a lungo, ma non so come fare.

Non so come fare perchè questa serie lascia ogni puntata con nuovi indizi, nuove scoperte e soprattutto con nuovi interrogativi.

Il caso su cui indagare è sul presunto assassinio dei genitori adottivi da parte di due fratelli i quali sostengono di essere, però, inoccenti. A questo, però, continua ad affiancarsi il caso che vede fra i sospettati Annalise Keating, l'avvocato protagonista della serie, per la morte del marito. A questo proposito verrà riesumato un personaggio importante nella vita di Annalise: una vecchia compagna di studi.

Durante la puntata si scoprirà l'insospettabile assassino di Rebecca, dopo che Annalise e Frank avranno indagato su quasi tutti i personaggi importanti della serie tv e, soprattutto, dopo che voi avrete accusato ogni volto comparso in ogni scena ( persino le comparse!) di essere colpevole.

Così, come se non bastasse tutta questa confusione, alla fine vi è una scena sorprendente.
Come nella prima stagione, infatti, vi sono numerosi spostamenti cronologici: l'intera vincenda si apre dieci giorni dopo l'ultima puntata della prima serie e, verso la conclusione, vi è un salto temporale in cui viene presentato un corpo agonizzante prossimo alla morte.

Detto ciò, se avete già visto la prima puntata o se volete aver uno spoiler, ecco il trailer della seconda:



martedì 22 settembre 2015

Tuttomondo!

Hola People!



Durante i miei venti giorni al mare le mie cugine ed io abbiamo deciso di visitare Pisa, città in cui loro non erano mai state e di cui io avevo soltanto un ricordo molto vago, essendoci stata all'età di quattro anni. Così una mattina siam partite di buon'ora per visitare questa splendida città. Poichè, però, sono una persona confusa per natura ( e soprattutto poichè non ho ancora fatto ordine fra tutte le foto dei monumenti), vi lascio queste poche righe riguardanti l'ultima cosa vista, durante una lotta contro il tempo.


Davanti al convento di Sant'Antonio, si trova, infatti, il murale dell'artista americano Keith Haring il quale, nato nel 1958 e morto nel 1990 a causa dell'AIDS, è, probabilmete, il più famoso tra gli esponenti del graffitismo e NON SAREI RIPARTITA SENZA AVERLO VISTO.

A Pisa si trova l'ultima opera dell'artista, anche'essa caratterizzata dalla presenza dei radiant boys ( ragazzi sfolgorati), omuncoli colorati e di forma elementare. Essa, considerata il testamento spirituale dell'artista, si estende per 180 metri quadrati ed è dedicata al tema della pace e dell'armonia del mondo. 

Sul fondo bianco vi sono ben trenta diversi personaggi che richiamano il messaggio dell'autore: la donna con il bambino in braccio per rappresentare la maternità, il rapporto con la natura è dato dall'uomo con il delfino sulle spalle mentre il taglio del presente da parte di forbici umanizzate vuole significare la sconfitta del bene sul male.


( Questa sono io nella mia negritudine estiva)
Quest'opera, che vede anche il coinvolgimento di numerosi studenti pisani, ha richiesto un quantitativo di tempo molto elevato rispetto alle altre, quasi una settimana contro i singoli giorni per le altre elaborazioni.


La sua imponenza e l'armonia dei contrasti mettono allegria, grazie anche allo sfondo giallo e, proprio come il titolo dell'intera opera, ognuno di noi, davanti ad esso, può sentirsi parte di un qualcosa che non è solo bianco e nero, come descrivono i telegiornali, ma anche a colori!

domenica 20 settembre 2015

Portasmalto #ceseprova

Nonostante il #ceseprova molto poco promettente, ho deciso di postare il tutorial di un DIY ( Do It Yourself, in italiano fai da te) di un espositore per smalti, realizzato con materiali di riciclo _reperibili in ogni casa_ e, soprattutto, tanta ma tanta pazienza.

Per rendere più ordinata la visualizzazione di questo e di altri post riguardanti il fai da te, ho deciso di creare una sezione apposita in cui potrete vedere sia gli ultimi articoli postati sia un elenco per rendere più veloce la ricerca di ciò che vi interessa.


Cosa ci serve?

Scatole, scatole, scatole e ancora scatole! ( di saponi, di assorbenti, di tisane, tè e camomille varie: tranquille, una volta rivestite non si vedrà il genere di scatoline che avete utilizzato!  ;) );




Materiale per rivestire ( le scatole!), io ho utilizzato una carta da regalo;




Colla o scotch o nastro biadesivo o tutto questo!



Cosa fare:


Dovete, innanzitutto, avere un'idea di dove porre il vostro espositore. Io ho deciso di metterlo nello scaffale della libreria, dove già da un po' di tempo stazionava una specie di espositore pericolante realizzato con scatole di iPod e telefonini vecchi ricoperte da ritagli di un vecchio paio di jeans.



Come base, ho utilizzato due coperchi di scatole di scarpe e su di essi ho costruito l'intera struttura del portasmalti. 
Inizialmente ho posato le scatole proprio nel luogo in cui avevo intenzione di posare in seguito l'espositore, per rendermi conto di come sarebbe stato il risultato finale.

In seguito _dopo aver fermato con dello scotch alcune delle scatoline_ ho portato l'intera struttura sulla scrivania e, dopo averla incollata saldamente ( in alcuni punti usando il Vinavil, in altri il nastro biadesivo) l'ho rivestita con la carta da regalo. Io ne ho scelta una a tinta unita sui toni del lilla e del fucsia, avendo le pareti della stanza color lavanda).


Ad essere sincera, nonostante non sia stupefacente, il risultato non mi dispiace affatto. Ci ho messo inventiva e creatività ed ora mi ritrovo una "postazione" smalti passabile, ordinata e abbinata al resto della mia stanza. Riesco a trovare a colpo d'occhio un colore e una marca in particolare ed era proprio questo ciò che cercavo. Se qualcuno prova a creare il proprio portasmalto, può cercarmi in qualsiasi social network per mostrarmi il risultato ( che, probabilmente, date le mie scarse abilità d'architetto, sarà migliore del mio!) :)




E ricordatevi di seguirmi ...ovunque!


venerdì 18 settembre 2015

Dopotutto miss, c'est la France!



16 Marzo, secondo giorno a Parigi.
Come anticipato nell'ultimo post dedicato a questo viaggio, sono passati più di due anni da questo camposcuola e proprio per questo non ricordo troppo bene l'ordine dei luoghi visitati. Così, in questa tipologia di post, vi descriverò i luoghi visitati in ordine non cronologico, bensì sparso. In questo modo, almeno, sono sicura di non sbagliare.

Eppure, se ci penso, mi sembra che il primo luogo che abbiamo visitato fosse il quartiere di Montmartre, il punto più alto di Parigi da cui è possibile vedere l'intera città. Quel luogo è un po' come il Gianicolo a Roma o Piazzale Michelangelo a Firenze. Solo che lì era Parigi e chissà se mi ricapiterà mai di tornarci.










Dopo aver visitato l'interno della chiesa ci siamo seduti sulle scalinate lì davanti, guardandoci intorno, assaporando l'aria parigina e, per quanto mi riguarda, facendo la mia prima figuraccia del viaggio. Fra tutti i ragazzi della mia classe e di un terzo anno ( allora era il primo anno di liceo classico), la professoressa tiranna scelse proprio me per leggere l'opuscolo con le notizie relative alla basilica e io lessi letteralmente 'Denis'. E non era servito a nulla che le avessi detto che non avevo mai studiato francese. Per lei ormai ero un'ignorante di prima categoria.
E nonostante questo, ancora oggi le uniche parole che conosco del francese sono merciCoco Chanel, decollete, bidet, parure e Gerard Depardieu. Diciamo che se qualcuno iniziasse una conversazione in francese con me....  risponderei alla prima parola con au revoir.






Ritornando verso l'albergo siamo passati anche per Place du Tertre, la piazza degli artisti, e la via dei mulini a vento. 

Potrebbe sembrare che io volessi fotografare la signora bionda con il cappellino nero, quando in realtà, senza offesa, di lei non mi importava nulla.  La foto è venuta così male solo perchè ero rimasta indietro e il gruppo sembrava avere le ali ai piedi neanche fosse Mercurio in Hercules.

 E qui termina il secondo post dedicato al mio viaggio a Parigi. Ma prima di premere il pulsantino pubblica voglio dire qualcosa in mia discolpa riguardo alle foto modificate. Molto modificate. Troppo modificate. Diciamo che risalgono ad un periodo oscuro della mia vita, peridoo in cui avevo intrapreso una relazione con la scimmietta di picknick. O come diavolo si scrivesse.

Prendiamola a ridere, va.

giovedì 17 settembre 2015

Scrivilo sui muri

Che cosa? Qualsiasi cosa.
Quali muri? Quelli della tua stanza.
Come? Con collage o pittura per pareti.
Perchè?  Perchè FAFFIGO.


Direttamente, udite udite, dalla mia stanza :)


Scherzi a parte, inutile negarlo, la scritta sulle pareti della propria stanza è diventata un must per gli adolescenti di tutto il mondo. Complici anche Tumblr, i cui utenti hanno le mura tappezzate da parole su parole e frasi su frasi, e Youtube, che con i famigerati video Room Tour che ci propone, ci condiziona parecchio.



Giulia Watson, Youtube


C'è chi per creare la propria frase usa della carta adesiva ( la vendono, ad esempio, da ikea)  o chi dei ritagli di giornali e riviste con scritte fitte fitte nero su bianco o con immagini di pubblicità.
Altri ancora, armati di vernice, dipingono la parete scrivendo ciò che più piace o ciò che più serve ad incoraggiarli nei momenti di crisi.




EllRandomness, Youtube


Aforismi, frasi pronunciati da persone famose o di canzoni: una piccola idea per personalizzare e rendere più accogliente la propria camera.


E se siete davvero appassionate di moda e beauty, invece di spezzettare le pagine pubblicitarie di prodotti cosmetici o di capi d'abbigliamento, strappatele e attaccatele al muro come a creare una carta da parati originalissima e praticamente a costo zero.






BeautyKeM, Youtube



Altrimenti utilizzate le pagine per decorare la vostra camera come se fossero quadretti o realizzando collage, come ho fatto io :)




E ricordatevi di seguirmi ...ovunque!