lunedì 30 novembre 2015

Il comodino è più leggero

Correva un mese estivo, neanche mi ricordo se fosse Luglio o Agosto, quando iniziai a leggere Jane Eyre, anche rinominato da me il libro Blank Space, perchè mi è risultato essere a nightmare dressed like a daydream.

Copertina accattivante e formato della dimensione giusta, mi ha preso talmente poco che l'ho terminato ieri, dopo mesi di agonia e ansia da lettura. Tutti consigliano, in genere, di lasciar perdere un libro che ci fa penare, ma la verità è che non riesco a lasciare le cose a metà, anche quando si tratta di un libro dalla pesantezza unica. 
Mai ci fu gioia più grande, per il mio pseudo comodino e per me, di poter riporre nello scaffale questo libro: siamo entrambi più leggeri e più positivi da oggi! 

La verità è che ultimamente è un po' un periodo strano.

La vita fuori e quella dentro di me, mi confondono. Ho lasciato un po' stare il blog in disparte ( sai che novità), perchè alle volte avevo paura di essere scontata più delle calze di H&M della stagione precedente durante il periodo dei saldi. Non è stato un periodo troppo bello: come ogni anno, adoro la stagione autunnale, ma a lei io non riesco proprio a piacere. Eppure, ora, ricomincio. Di nuovo. A costo di scrivere ovvietà o di farvi sentire l'ennesima opinione su un argomento trattato da tutti. Dopotutto, i miei sproloqui sono una delle cose migliori di questo periodo, dopo le candele profumate, i libri, le cioccolate calde, le sciarpone enormi a quadri.... Okay, magari no. 

Questo periodo la vita, le mie passioni e la mia voglia di fare sono andate un po' in stand- by, in uno scuro letargo autunnale, dal quale, però, conto di uscire al più presto.

Perciò, stay tuned!





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lunedì 9 novembre 2015

1984, George Orwell

Che sia un romanzo distopico o una parodia dei regimi dittatoriali, poco importa: questo romanzo, capolavoro del Novecento, ha rivoluzionato il modo di vedere il mondo e, se vogliamo, risulta essere il capostipite di uno stile che, in questi ultimi tempi, è uno fra quelli più in voga nelle letture adolescenziali che comprende, fra le altre, saghe come Hunger Games Divergent.

Il libro, scritto da George Orwell_ pseudonimo che Eric Blair scelse per indicare la sua provenienza inglese_ nel 1948, è ambientato nel 1984, anno che per l'autore apparteneva ad un lontano futuro, nel quale lo scrittore immaginava che il nostro pianeta, a seguito di un'ulteriore guerra, fosse diviso in tre grandi potenze_ Oceania, Eurasia ed Estasia_ in guerra perenne le une con le altre per il dominio del quarto continente: l'Africa. 

La vicenda si svolge a Londra, nell'Oceania fittizia creata da Orwell, una desolata città posta sotto il dominio del Partito, che basa i suoi principi sul socialismo estremo del Socing, il cui leader è il Grande Fratello, un personaggio anonimo che risulta avere, stando alle descrizioni fisiche del libro, dei tratti in comune con i grandi dittatori del Novecento, ovvero Hitler e Stalin. Inoltre, la posizione assunta nei manifesti con cui è tappezzata la città, richiama quella dello zio Sam, personificazione degli Stati Uniti.

Il Grande Fratello, dunque, occupa la punta della piramide sociale di questo totalitarismo per creare il quale Orwell si è ispirato all'Unione sovietica stalinista e alla Germania nazista. Nella società, come possiamo leggere a poco a poco, vi è una divisione netta fra le classi: il Partito Interno controlla il Paese, quello Esterno è controllato dal precedente tramite teleschermi presenti in ogni casa e i Prolets che vivono nella povertà delle estreme periferie senza essere controllati dal Partito.
Il protagonista del libro, che deve il suo nome allo Primo Ministro inglese Churchill e il cognome al fatto che sia uno dei più usuali in inghilterra, è Winston Smith che lavora nel Ministero della Verità ( gli altri sono quello dell'Amore, della Pace e della Pietà) con il ruolo di correggere libri e articoli giornalistici già pubblicati, modificandoli per rendere le previsioni fatte dal Partito riscontrabili e veritiere e, soprattutto, alternado la memoria storica dell'intero Paese, condannando alla latina damnatio memoriae dissidenti prima che le loro idee possano influenzare altre persone.
Nello stesso Ministero, altri impiegati si occupano di creare una lingua nuova detta, appunto, Neolingua, al fine di sostituire quella vecchia, con l'ammissione di parole con un significato preciso, senza contrario e senza la possibilità da parte della popolazione di avere un approccio critico. Ciò, assieme allo slogan del partito, propinato già dal primo capitolo, secondo cui "libertà è schiavitù/ guerra è pace/ ignoranza è forza", pone salde basi al Bipensiero, grazie al quale il Partito è in grado di manipolare la mente delle persone perchè esse accettino contraddizioni, credano che la verità sia affidata al Partito e che esso, inoltre, sia in grado, tramite il Ministero della verità di cambiare la storia.

Sebbene appatenente al Partito Esterno, Winston si trova in disaccordo con le pratiche del Partito così, una volta trovato un unico angolo della casa che potesse sfuggire ai teleschermi, inizia a tenere un diario nel quale condivide i ricordi del suo passato e le vicende del presente.
La sua vita e la sua amarezza vedono un barlume di speranza quando un giorno, durante i Due Minuti dell'Odio, un espediente per alimentare l'odio verso Emmanuel Goldstein, un oppositore del Grande Fratello e, dunque, considerabile un nemico comune, incontra Julia che lo guarda in maniera sinistra, come se lo stesse analizzando. Ciò fa pensare a Winston che possa appartenere alla psicopolizia, la polizia politica, ma, con il passare degli incontri, si rende conto che anche lei è, come lui, fondamentalmente una ribelle. I due si innamorano, nonostante il divieto da parte del Partito di non avere relazioni che non siano destinate alla procreazione. Eppure loro si amano e non volgiono piegarsi ai divieti del Partito perciò iniziano ad avere incontri d'amore segreti: dapprima in mezzo alla natura, nella campagna distaccata dal mondo cittadino, poi in periferia, in una stanza sopra il negozio, scoperto da Winston, del signor Charrington.
Spinti da un collega di Winston, O'Brien, i due decidono, inoltre, di entrare a far parte della Fratellanza, un'organizzazione segreta e illegale e ne ricevono il manifesto di cui l'autore ha deciso di riportare buona parte nel libro affinchè anche il lettore possa venire a conoscenza dei pilastri di questo gruppo di ribelli.

Durante uno dei loro incontri d'amore nel quartiere dei Prolet, però, Julia e Winston vengono catturati dalla psicopolizia e scoprono che O'Brien, in realtà, ne è un ufficiale. Sarà proprio questo personaggio sinistro che li sottoporrà a torture fisiche e psicologiche fino ad arrivare alla Stanza 101, nella quale ogni condannato si trova a vivere a stretto contatto con la propria fobia. Winston, dunque, si ritrova una gabbia sul volto con all'interno due topi, animali che hanno occupato i suoi peggiori incubi e, nelle sue convinzioni di ragazzo, sono stati letali per la madre e la sorellina. Per paura di esser rovinato dai ratti, Winston tradisce Julia e rinnega le sue idee di libertà. A seguito di un lavaggio del cervello, dopo un incontro con Julia l'anno successivo alla loro cattura, Winston si ritrova in un locale, a sorridere per le vittorie del Grande Fratello che, ormai, è convinto di ammirare.

lunedì 2 novembre 2015

Il Ritratto di Dorian Gray

Mi sembra quasi banale mettermi qui a parlare di uno dei più grandi e famosi capolavoro della letteratura inglese, perciò non descriverò la storia, se non in due righe o poco più, ma vi dirò le mie impressioni e le riflessioni che mi sono trovata a fare dopo aver finito di leggere.

Come compito per le vacanze estive di inglese, la professoressa aveva assegnato la lettura in lingua facilitata di questo capolavoro. Purtroppo, però, oltre ad utilizzare un linguaggio semplificato, il libro riportava anche alcuni tagli alla narrazione. 
Ragion per cui ho deciso di riprendere da un alto scaffale nello studio, la versione integrale del libro in un'edizione da collezione edita da Fabbri di mio nonno, che presenta circa cento volume di grandi classici italiani ( dalla Divina Commedia di Dante ai Promessi Sposi di Manzoni) e stranieri ( Il Ritratto di Dorian Gray, appunto, ma anche i racconti di Edgar Allan Poe o Anna Karenina di Tolstoj ).
Questi volumi, di valore inestimabile per me che sono una cultrice della lettura sui libri ( non che non mi capiti di leggere formati in e-book, ma volete mettere l'odore, la carta, una briciola rimasta fra le pagine o il segno di una lacrima a bordo pagina? Mi piacciono i libri su carta vissuti, non quelli che sembrano nuovi, appena comprati o quelli la cui lettura dipende da un tasto o un movimento del dito su uno schermo, ecco), sono ognuno di colore differente, presentano dettagli eleganti in foglia d'oro e sono stati finiti di stampare nell'anno, udite udite, 1968.

"I adore simple pleasures.
 They are the last refuge of the complex".
Ogni volta che ne apro uno vengo pervasa da una strana magia, mi sembra di riassaporare, oltre alla storia narrata nel libro, quella dei componenti della famiglia che non ho mai conosciuto che, chissà, forse provavano le mie stesse sensazioni di fronte al libro o con il viso sprofondato tra le pagine.

Titolo: Il Ritratto di Dorian Gray
Titolo originale: The Picture of Dorian Gray
Autore: Oscar Wilde
Editore: F.lli Fabbri
Prezzo: /// ( essendo un'edizione da collezione non c'è neppure scritto in lire ahah)
Pagine: 269


Questo libro affronta vari temi, sfiorandoli. 
Alcuni sembrano lontanissimi, adocchiati per caso e lasciati andare da una vista miope che li percepisce, ma non li coglie. Uno fra questi è quello dell'omosessualità che aleggia nell'aria fra le varie amicizie che legano i personaggi principali del racconto e che, alle volte, si potrebbe presumere che si spingano oltre. 
Nel libro, inoltre, troviamo una figura in cui alcuni hanno trovato una specie di personificazione del diavolo: sto parlando del cinico Lord Henry, autore di aforismi taglienti, nonchè personaggio che dà inizio all'intera vicenda. Vicenda che ruota intorno alla bellezza fisica, che sembra essere più importante di quella reale. 

“Il ritratto di Dorian Gray” fu l’unico romanzo scritto da Oscar Wilde, il più famoso “dandy” inglese. Dal portamento eccentrico, quella del dandy fu una figura molto significativa della seconda metà del 1800 e in essa venivano identificati coloro che presero parte alla corrente letteraria e artistica dell’estetismo, che ha come scopo ultimo il piacere e che pone le sue basi sugli ideali di arte e bellezza. Essi rappresentano, inoltre, i temi più importanti del romanzo, nonché dell’intera produzione letteraria di Oscar Wilde.

La vicenda narrata, che si svolge a Londra, ruota, infatti, attorno ad un’opera d’arte: il ritratto in cui il pittore Basil ha raffigurato l’amico Dorian, giovane aristocratico dal portamento elegante e di bella presenza. Durante uno degli incontri con l’artista, l’affascinante modello fa la conoscenza di Lord Henry, uomo d’età più matura, sicuro di sé ma dall’aspetto talvolta sinistro ( alcuni critici lo hanno, addirittura, accostato alla figura del demonio) che, con la sua meschinità, riesce a piegare la mente del giovane e ingenuo Dorian convincendolo del fatto che sarebbe molto meglio se la giovinezza fosse destinata a non sfiorire mai. A cosa serve, infatti, essere belli e possenti se siamo destinati ad esserlo per poco tempo?
Durante uno dei loro primi incontri, quasi all’inizio del libro, il lettore viene catapultato, grazie ad argute e minuziose descrizioni, in un favoloso e paradisiaco universo in cui ognuno dei sensi dei personaggi viene appagato e viziato da un innumerevole insieme di  dettagli come il canto soave degli uccellini che soddisfa l’udito o il profumo dei fiori dai mille colori, che si preoccupano di realizzare il piacere dell’olfatto e della vista. 
Alla vista del dipinto, dopo la considerazione spregiudicata di Lord Henry, Dorian inizia ad essere invidioso della sua immagine nel dipinto: il ragazzo reale è dotato, infatti, di straordinaria bellezza che, però, svanirà col tempo, mentre la sua immagine resterà bella, nel fiore degli anni, eternamente. Così un giorno Dorian decide di provare a esprimere un desiderio che, purtroppo per lui, si avvererà sancendo la sua rovina: mentre passerà la vita nella beatitudine dell’eterna giovinezza, il quadro invecchierà e sfiorirà al posto suo, diventando, nel contempo, come scoprirà solo in seguito, la rappresentazione della sua anima. 

Consapevole di aver acquisito questo prezioso dono e, al contempo, spaventato dall’imprevedibilità della situazione, vaga per la città in preda al senso di colpa, fin quando, durante una serata a teatro, non si imbatte in un’attrice giovanissima, bella ma anche piuttosto povera di spirito: sa come mostrare il carattere di ogni personaggio che interpreta, ma è incapace di crearne uno proprio. Dalla vita precaria e da un triste passato, vive con il fratello e la madre, avendo perso il padre in tenera età, cede ben presto al fascino di Dorian a causa del quale decide di lasciare la carriera non ancora abbastanza avviata. Quando la giovane comunica la decisione presa a Dorian, egli rifiuta il suo amore e la respinge portandola al suicidio. La mattina dopo il triste evento, il giovane nota un cambiamento da parte del quadro, che ha assunto uno sguardo sinistro, un aspetto più meschino.  In seguito a ciò, non solo rifiuta nettamente le richieste di Basil il quale, considerandolo una delle sue opere migliori, vorrebbe esporlo, ma decide che nessuno dovrà venire a conoscenza del suo terribile segreto e, perciò, nasconde il quadro in una stanza vecchia e praticamente abbandonata della sua casa. Il giovane continua a vivere avendo come unico scopo il piacere, senza più sensi di colpa o rimorsi: a fare i conti con quelli, infatti, è l’immagine del quadro che giorno dopo giorno, invecchia e viene rovinato ogni qualvolta il Dorian in carne ed ossa commette errori o azioni malvagie. Un giorno, per caso, il quadro con il volto deforme e meschino, raffigurazione dell’anima di Dorian, viene trovato e visto da Basil il quale, non capacitandosi del terribile declino che ha subito la tela e il soggetto che ne occupa lo spazio, viene ucciso a coltellate da Dorian che, venuta meno la segretezza della sue azioni, si sente terribilmente vulnerabile. Il cadavere di Basil, però, resta una prova schiacciante del delitto commesso, così, per liberarsene, il giorno dopo si consulta con un amico medico Alan Campbell,  che, sebbene piuttosto controvoglia, gli suggerisce di farlo sciogliere nell’acido citrico. A seguito dei sensi di colpa, anche il medico compirà l’atto fatale di suicidarsi, aggiungendosi alla lista di mali commessi, più o meno direttamente, da Dorian il quale cerca di lasciare andare i pensieri del terribile reato commesso fumando dell’oppio in un locale in cui incontra il fratello dell’attrice respinta che, ritenendolo la causa del suicidio della sorella avvenuto ormai diciotto anni prima, vuole ucciderlo. Con il suo carisma e il suo giovane aspetto riesce a far vacillare l’idea dell’uomo sul fatto che fosse lui la persona che cercava. Sconvolto e turbato dall’inaspettato incontro, Dorian inizia a vivere nella paura di essere ritrovato e ucciso dalla furia del vendicativo fratello, ritrovando la tranquillità solo nel momento in cui verrà a conoscenza della sua morte.  Sollevato dalla notizia, inizia, però, a riflettere sui crimini di cui si è macchiato, sull’omicidio di Basil e sul suicidio di Alan Campbell e, a seguito di ciò, decide di recarsi nello studio in cui, anni prima, aveva riposto il quadro. Voglioso terminare la lunga farsa che lo aveva accompagnato per la maggior parte della sua vita, impugnando lo stesso coltello con cui aveva ucciso l’amico pittore, decide di distruggere il ritratto che, ormai, si accorge essere la causa principale delle sue disgrazie. Nel momento in cui, però, compie il gesto di squarciare la tela, è lui stesso a cadere a terra privo di vita: il quadro è tornato alle fattezze originali con la rappresentazione di un giovane bello e puro, mentre la figura riversa sul pavimento è divenuta un uomo rugoso e vecchio, con un coltello conficcato nel cuore. Soltanto  dopo aver esaminato gli anelli riconobbero che  era  Dorian Gray che, nonostante l’impegno e i desideri esauditi, non è riuscito a scampare alle fauci della vecchiaia.