martedì 27 settembre 2016

AMAtriciana solidale

I più salutari si opporranno, eppure, ve lo assicuro, mai un piatto di pasta ha fatto così bene. Magari non allo stomaco, ma almeno al cuore.

Sì, perchè oggi vi scrivo di un'iniziativa che ha preso luogo la scorsa settimana in vicolo Savelli a Roma, a due passi da piazza Navona, dove, nella storica pizzeria La Montecarlo, si sono uniti dodici attori per fare della beneficienza a favore delle vittime del terremoto che ha colpito il centro Italia poco più di un mese fa. Oggi servo io è il nome del progetto che ha visto diventare camerieri per una sera, fra gli altri Alessandro Gassmann, Sabrina Impacciatore, Valerio Mastandrea, Marco Giallini, Raoul Bova, Anna Foglietta, Claudio Amendola e Edoardo Leo.



Dopo una fila durata un paio d'ore, una volta entrati nel locale, i clienti si sono trovati alla loro destra i volti tanto amati dello spettacolo, quei volta che siamo soliti vedere in televisione: Mastandrea che serviva pasta all'amatriciana, Amendola che grattava il formaggio, la Foglietta e Gassmann a servire da bere. Arrivati in sala, tra un selfie e l'altro, a ripulire i tavoli vi erano, invece, l'Impacciatore ed Edoardo Leo. 

Tutti sfibrati dai ritmi del locale, ma non abbastanza per venir meno al loro compito da personaggi pubblici, gli attori si sono dimostrati sorridenti e disponibili, cordiali e giudiziosi nei panni di quel mestiere che non è loro. 

Una splendida iniziativa, dunque, l'Amatriciana solidale per far felici i fan compiendo una buona azione e per rendersi utili tramite quella fama, spesso lungamente attesa, che non sempre, da sola, è in grado di riempire i cuori delle persone che la posseggono.

lunedì 26 settembre 2016

Cronache di un Centro Estivo - L'avventura di Snapchat

Per la serie Cronache di un Centro Estivo, oggi ho deciso di raccogliere in questo post tutti i disegni che i bambini hanno realizzato utilizzando la matitina, i disegnini e le decorazioni per indicare la posizione di Snapchat, con la firma del relativo artista. 




Disegnare con il mio telefono in breve tempo, soprattutto per i più piccini, era diventata un'attrazione irresistibile, un piccolo premio a cui tutti aspiravano, un modo per riempire i momenti vuoti.


Sebbene ormai sia passato quasi un mese da quando questa avventura splendida è terminata e ormai i miei ccccciovani amici siano tornati dietro ai banchi di scuola o ai giochi della materna, mi sento ancora profondamente legata a loro e al loro modo d'agire, di pensare, di comportarsi, senza pensieri e senza problemi. Il bello dei bambini è proprio questo: è con la loro semplicità che rendono speciale ogni attimo che vivono, ridono quando vogliono ridere e piangono quando sono tristi. Se cercano attenzione non fanno nulla per nasconderlo, sempre così decisi nelle loro insicurezze e indecisi nelle incertezze, senza mai nascondersi o pensare al futuro come fosse un mostro. Immaginarlo soltanto come un domani da vivere dopo un oggi da ricordare, sì, ma senza troppa ossessione. 




Da grande, io ho deciso: voglio essere una bambina.