lunedì 21 novembre 2016

Ella fu. Ma è ancora oggi. Ed è cambiata

Appena uscito il numero di Novembre di CulturArte, io sono già qui a condividere con voi la mia parte di articolo ( ho deciso di non pubblicare sul blog la seconda parte, più particolareggiata, perchè non è opera mia)! 

Potete comunque leggere la versione integrale a quattro mani dell'articolo trovando il giornale cartaceo in giro nei vari dipartimenti se frequentate anche voi l'Università di Roma Tre, altrimenti presto potrete leggere questo e gli altri articoli ( arte, politica, sport, musica) grazie alla versione online! 

Per avere ulteriori informazioni sull'iniziativa potete cliccare qui

Nell'articolo che segue descrivo uno dei musei che amo di più, quello di Roma in Trastevere. Pochi giorni fa ho, invece, descritto le mostre che sta ospitando fino a metà di questo mese, quella fotografica sulle periferie romane e quella pittorica di Valeriano Ciai.




Scorci romani dal 1880 ad oggi

Ci passiamo ogni fine settimana per mangiare pizze dai gusti sfiziosi o farci una bevuta in compagnia, ma pochi sanno che nel cuore di Trastevere, a pochi passi dalla chiesa di Santa Maria in Trastevere, in piazza Sant’Egidio, è presente il Museo di Roma in Trastevere. Questo piccolo spazio dedicato all’arte e poco conosciuto, oltre ad ospitare numerose mostre fotografiche e non, conserva uno spaccato romano vivido e pittoresco.

Inoltre, essendo uno dei Musei in Comune, ovvero facendo parte del sistema museale romano, oltre ad essere sede di proposte didattiche e educative, offre ai cittadini residenti a Roma la possibilità di visita gratuita la prima domenica di ogni mese  e in altre particolari occasioni dell’anno.

La struttura, un piccolo edificio rosso mattone con un cortile esterno illuminato dal verde di un prato, al suo interno comprende la cosiddetta Stanza di Trilussa, nella quale sono conservati alcuni degli oggetti personali del grande poeta romano.

Il percorso nella collezione permanente del museo, che si apre con la collezione di acquerelli di Ettore Roesler Franz ed è intervallato da scene tipiche romane ( l’osteria, la farmacia) riprodotte con fantocci ad altezza naturale, si conclude con una cartina che riproduce la città a metà Ottocento e uno schermo touch screen dal quale è possibile confrontare le opere del pittore dalle origini tedesche con fotografie scattate nello stesso periodo storico e nelle stesse zone: un breve viaggio virtuale per scoprire come era la nostra città attraverso gli occhi di un artista, ma anche attraverso una lente fotografica.


Molti dei soggetti dipinti e raffigurati, però, sono presenti ancora oggi nonostante siano cambiati, erosi dal tempo e dalla storia.

lunedì 14 novembre 2016

Cinquanta sfumature di grigio romano

Sono foto e sono tutte in bianco e nero. Risalgono ad un passato non ancora troppo arcaico, eppure da quegli attimi bloccati su carta sembra essere passata un'eternità. 


"La fotografia esige la presenza del luogo da fotografare"





ABITARE A ROMA in periferia è una mostra fotografica che verrà ospitata fino al 15 Novembre al Museo di Roma in Trastevere.



Come numerosi autori hanno deciso di immortalare città come New York, Los Angeles, Parigi e Chicago all'inizio della seconda metà del Novecento, Rodrigo Pais ha fotografato le periferie romane a partire dagli anni Cinquanta fino ai Novanta.

Le foto, che percorrono lo sviluppo edilizio pubblico e privato, raccontano storie di perifierie e sono un occhio vivido ma imparziale sulle manifestazioni della fine degli anni Sessanta, sono documenti preziosi per tornare sulle tracce della vita che è appartenuta ai nostri nonni e ai nostri genitori quando erano bambini, sulle tracce di una società più povera, ma forse più pura.

NB: Purtroppo numerose foto, essendo contenute in cornici di vetro, presentano un fastidioso riflesso, ma ho pensato potessero risultare comunque interessanti! 






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lunedì 7 novembre 2016

Diamo vita ai ricordi!

Piccole foto per grandi momenti...



Dare vita ai proprio ricordi è così semplice. Basta un click e tramonti, selfie, bagni al mare, scorci cittadini e espressioni divertenti e divertite restano salvate nella nostra memoria e in quella dei nostri smartphone.




Eppure esiste un modo ancora migliore per non lasciare che gli attimi che viviamo possano cadere nel dimenticatoio. Uno di questi è affidarsi a Cheerz.

Che sia tramite il sito o tramite l'applicazione ( disponibile sia per IOS che per Android), Cheerz si occupa di stampare le foto che vengono inviate nella modalità che più ci piace, dai fotolibri alle calamite, dai segnalibri alle polaroid. Ed è proprio in stile polaroid che ho deciso di far stampare le mie foto, venticinque in tutto, bellissime e nitide, ad esclusione di una che raffigura la macchinetta del caffè dall'alto e che già una volta eseguito l'upload delle foto, prima di far partire l'ordine, risultava con una risoluzione non abbastanza adeguata per la perfezione.

Perfezione che, invece, si manifesta nelle altre: colori brillanti e chiari per attimi felici e luminosi.



Le foto, arrivate come previsto fra il 2 e il 4 Novembre, sono giunte in un pacchettino azzurro con piccoli loghi di Cheerz ripetuti più volte sovrastati da una piccola specie di etichetta ( mi viene da pensare che possa essere anche una fantastica idea regalo!) all'interno del quale, oltre alle 25 stampe formato polaroid, vi erano anche altre due stampe ( una raccoglieva in una dolcissima composizione a forma di cuore tutti i soggetti stampati, mentre l'altra contiene il codice promo di cui vi parlerò fra qualche riga), due quadratini di cartoncino con delle immagini in cui vengono consigliati un paio di account di Instagram e un terzo quadratino sul quale l'azienda mi ha ringraziato per la collaborazione.


Se ami le polaroid...
Amerai anche Cheerz


A parte la fantastica composizione suggeritami dal sito, le stampe in stile polaroid possono essere utilizzate come tocco vintage su nuovi album di foto o come panni stesi nel mio caso: ogni volta che mi troverò alla scrivania ad organizzare giornate piene di impegni o studio intenso, basterà ripensare ai bei momenti trascorsi e incastonati in quelle cornici bianche per farmi tornare il sorriso! 

Se sei curioso e vuoi provare anche tu a stampare le tue foto con Cheerz, ti consiglio ti inserire il codice BEATOS per avere 5€ di sconto sul tuo primo acquisto ( con un ordine di almeno 10€)!

NB: Naturalmente la macchina fotografica polaroid presente nelle foto è un oggetto che prescinde dal trattamento e dal servizio di Cheerz: è una vecchia reliquia di famiglia! 




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domenica 6 novembre 2016

Segni e Memorie, Valeriano Ciai

Termina oggi la mostra sulle opere di Valeriano Ciai, pittore romano nato nel 1928 e morto nel 2013.

Le trenta opere ospitate, fra le quali possiamo osservare molti nudi, figure di donne, combinazioni particolari di colori, figure e forme che presto lo portano ad abbandonare il realismo, sono state realizzate fra il 1958 e il 2010.

Da I Nudi, presentati a Firenze nel 1962 che, a colpo d'occhio mi hanno immediatamente rimandato alla memoria Egon Schiele che è il mio artista preferito, sino alle opere dipinte basandosi, più che sull'osservazione diretta, sulla memoria, sugli scorci urbani e ciò che si vede guardando verso il Tevere.


La Roma odierna è, per me, di disagio. Lo stesso, d'altra parte, che traspare evidente dalla mia pittura. Che è tutta un intreccio di linee. Che non ammette, neppure per gli alberi, colori diversi da quelli calcinati, tutti improntti a tonalità alte e fredde. 
Da E se Roma


L'artista stesso descrive i suoi ultimi lavori come un intreccio di linee. Per gusto personale mi trovo ad ammettere che, a parte rare combinazioni di colore particolarmente interessanti, già a partire dalla seconda sala, il mio interesse nei confronti delle opere è calato drasticamente.

Se all'inizio i nudi mi ricordavano artisti che amo e, anche nei casi in cui risultavano essere più originali, mi emozionavo a guardare queste figure scoperte, a volte irraggiungibile perchè girate di spalle, altre vulnerabili e crude, viste da davanti, ad eccezione di Attesa e Cammino, l'una particolarmente coinvolgente e strepitante in cui vi sono due uomini di spalle, uno seduto, ad aspettare chissà cosa, l'altra in cui colori sui toni del viola e del rosa si mescolano per dare forma a due corpi, maschile uno e femminile l'altro, che si abbracciano, non sono stata particolarmente affscinata dalle tele.

Linee verticali e orizzontali, intrecciate come la tela da punto croce di qualche aspirante sarta con abbinamenti di colori talvolta forzati. 

Nonostante ciò consiglio di andare a vedere questa mostra: oggi termina, si trova nel meraviglioso Museo di Roma in Trastevere ed inoltre, essendo oggi la prima domenica del mese, potrete godere di tutta l'arte del museo gratuitamente se siete romani. 



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