martedì 6 dicembre 2016

La ragazza delle arance

Titolo: La ragazza delle arance
Autore: Jostein Gaarder
Casa editrice: Longanesi & C.
Numero pagine: 193
Prezzo: 12,00

Trama: Georg Røed ha quindici anni e conduce una vita tranquilla, come la maggior parte dei suoi coetanei. Ma un giorno trova una lettera che suo padre gli aveva scritto prima di morire e che aveva poi nascosto, affinché il figlio la potesse trovare una volta grande. In questa lettera il padre, Jan Olav, racconta la storia della "ragazza delle arance", da lui incontrata per caso su un tram di Oslo. Si scambiano un'occhiata fugace. Pochi minuti più tardi il giovane crede che alla ragazza stia per cadere un grosso sacchetto di carta colmo di arance. Si lancia verso di lei, col risultato che tutte le arance finiscono sul pavimento. La giovane gli dà del cretino, scende alla fermata successiva, gli chiede se può prendersi un'arancia e il giovane annuisce sbigottito. Passano alcune settimane e i due si incontrano di nuovo in un caffè. Anche questa volta la giovane regge un grosso sacchetto pieno di arance. Per un intero, interminabile minuto si guardano. Poi con un movimento pieno di grazia, lei si alza ed esce dal caffè, con l'inseparabile sacchetto fra le braccia. Lui la vede con le lacrime agli occhi. I due, fin'ora, si sono scambiati soltanto pochissime parole. Il resto è un mistero, al quale George si appassiona immediatamente e che lo riguarda molto da vicino: un film quasi muto che Jostein Gaarder, a poco a poco, fa parlare con una musica lieve, quasi una fantasia tra memoria e presente.



"Probabilmente non esiste nessuna intimità che possa competere con due sguardi che si incontrano con fermezza e decisione e che semplicemente rifiutano di lasciare la presa."

Ero al mercatino dell'usato e cercavo qualche cosa che potesse soddisfare la fame di acquisti di libri: cercavo un mattoncino da poter leggere durante le vacanze, ché se fossi partita avesse potuto farmi compagnia per tutto il tempo, senza dover portare con me altri volumi. Girando fra gli scaffali, invece, ho visto lui: centonovantatre pagine appena, copertina arancione e blu su sfondo bianco e un titolo che mi incuriosiva. 

Leggendo la trama inizialmente sono diventata scettica: iniziare l'ennesimo libro che tratta di tragedie solo perchè al momento vanno di moda quelle mi scocciava un po'. Peggio di così, con un inizio del genere, però, non può andare: l'ho preso e l'ho finito in una notte. 

Sì, avrete capito che o leggo tutto d'un fiato andando in letargo e sparendo dal mondo o non leggo quasi nulla, sono i rischi del mestiere.

Il libro, scritto in prima persona, si apre con la presentazione della vita del protagonista, Georg: ci rende partecipi della grave perdita che lo colpì quando era ancora in fasce e di cosa ciò abbia rappresentato per lui. Poi, però, il libro prende una piega diversa: ci uniamo al giovane Georg nella lettura di una lettera scritta da suo padre e consegnata solo adesso, al momento del suo compleanno.

Nelle parole del padre c'è, nonostante la malattia, una sana speranza nei confronti del futuro e scrive a suo figlio come parlasse ad un adulto: poco importa se, al momento della stesura, il piccolo Georg giocasse con le costruzioni e gattonasse appena. Oltre a descrivere gli ultimi sospiri di quella vita strappata troppo in fretta e le sue passioni, alcune delle quali sono condivise dal figlio, però, decide di raccontare momenti del suo passato che sa non avrà mai modo di poter condividere: è qui che descrive la ragazza delle arance, con affetto e amore, con lo sguardo estasiato dall'attrazione amorosa per una coetanea.

All'interno del libro vi sono personaggi silenziosi ( la mamma di Georg, il nuovo compagno, il fratellastro e i nonni): tutto il libro ruota intorno alla lettura del ragazzo, a suo padre e alla misteriosa ragazza delle arance.

Forse sarà un po' scontato, soprattutto nell'epilogo, ma credo sia un libro indimenticabile: l'amore di un padre per un figlio che supera persino il pudore nei racconti della gioventù e l'emozione di parlare con una figura che non c'è e che non vi è mai stata, nonostante il legame risulta esser forte persino oltre le apparenze.

Dal libro è stato tratto anche un film il cui titolo originale è Appelsinpikel, ma che non ho ancora avuto il piacere di vedere ( sperando non sia l'ennesima delusione dei film tratti dai libri!)



Canale youtube: Bea Withcoffee 


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